L’avvocato all’azienda: “Fate pure denunce tanto in Procura comandiamo noi”. I particolari dell’inchiesta che vede indagato l’assessore regionale Stea

“Potete fare tutte le denunce che volete, alla Procura comandiamo noi, anzi vi riempiamo noi di denunce”. La frase sarebbe stata pronunciata dall’avvocato penalista barese Salvatore Campanelli a due collaboratori della ditta “Areva Ingegneria”, affidataria della direzione dei lavori di mitigazione del rischio idraulico a Grumo Appula, con la quale la Regione aveva in corso una controversia. È uno dei dettagli contenuti negli atti dell’indagine nella quale, oltre Campanelli, sono indagati il dg Asset Puglia Elio Sannicandro e l’assessore regionale Giovanni Stea con l’accusa di concorso in tentata induzione indebita a dare o promettere utilità.

In un incontro negli uffici della Regione il 1 marzo 2019, Sannicandro e Campanelli avrebbero indotto due collaboratori dell’azienda a consegnare una somma di denaro per porre fine alla controversia in corso e per ottenere la “benevolenza” della stazione appaltante. Campanelli -ricostruisce la Procura- “affermava con tono perentorio che tale consegna era necessaria (“non avete capito, qua ci vogliono i soldi”) e “Sannicandro interveniva precisando che tale somma serviva quale sostegno per la candidatura di Campanelli nella campagna elettorale per il consiglio comunale di Bari, le cui elezioni erano previste per il 26 maggio 2019”.

“Campanelli concludeva l’incontro -si legge negli atti- affermando che era inutile che sporgessero denuncia, dichiarando di essere in grado di veicolare l’attività investigativa della Procura di Bari” e “tentando ulteriormente di indurre i due alla promessa o dazione, non riuscendo nel proprio intento per resistenza degli stessi che, dopo aver ricevuto la richiesta illecita, decidevano di presentare denuncia”.

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