Ex Ilva, il sindacato Uilm: “Non firmeremo accordo per cassa integrazione straordinaria, non saremo mai complici del disastro”

“Continua lenta e incessante la distruzione dell’ex Ilva sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini. Dopo due anni e mezzo di cassa integrazione unilaterale, prima ordinaria e poi Covid, rinnovata ogni tredici settimane per migliaia di lavoratori, Acciaierie d’Italia ha avviato la procedura di cassa integrazione straordinaria per tremila persone, al momento per un anno, senza nemmeno la presentazione di un piano industriale. Tutto questo avviene nell’indifferenza del Governo, socio tramite Invitalia di Acciaierie d’Italia, e in un contesto di mercato che fa registrare record per la produzione di acciaio”. Ad affermarlo è il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella.

“Che fine hanno fatto tutti gli impegni assunti in questi anni dal Governo per rilanciare la siderurgia italiana, per gli investimenti legati alla decarbonizzazione e alla produzione dell’acciaio green a Taranto?” domanda il leader Uilm.

“Che fine hanno fatto tutti i progetti di reindustrializzazione che prevedevano migliaia di posti di lavoro nell’area ionica?” continua Palombella. “Esortiamo ancora una volta tutti i soggetti coinvolti ad assumersi le proprie responsabilità e a dichiarare apertamente quale destino vogliono assicurare all’ex Ilva e alle migliaia di lavoratori diretti, indiretti e dell’Amministrazione straordinaria” aggiunge.

“Noi non vogliamo essere complici di un progetto che prefigura un disastro ambientale, sociale e industriale – conclude – non firmeremo alcun accordo di cassa integrazione straordinaria che sarà la causa di migliaia di licenziamenti”.

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