Il Rettore della Basilica di San Nicola: “Bari sede ideale se si arrivasse a conferenza di pace tra Russia e Ucraina”

“Perché no? Penso che vi sarebbe senz’altro una neutralità religiosa, non politica”. Così il rettore della Basilica Pontificia di San Nicola, padre Giovanni Distante, risponde all’agenzia Adnkronos a una domanda circa la possibilità che una futura e auspicabile conferenza di pace tra Ucraina e Russia possa tenersi a Bari, nel nome della comune fede ortodossa tra i due Paesi e del comune culto di San Nicola, ovviamente venerato anche dai cattolici e patrono della città capoluogo della regione Puglia.

Intanto sabato scorso nella cripta della Basilica si è tenuta una preghiera ecumenica dell’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, e del rettore della chiesa russa di Bari, padre Viacheslav Bachin, per invocare a Dio il dono della pace nella regione, proprio davanti alla tomba che custodisce le reliquie del santo di Myra.

“Papa Francesco -ricorda padre Distante- è venuto due volte qui a Bari: nel 2018 e nel 2020. La prima volta con tutti i patriarchi, sia ortodossi che cattolici, orientali e del Medio Oriente. Un fatto, storicamente parlando, unico – sottolinea – mai tanti capi di Chiese si erano riuniti dopo la divisione del 1054 tra Oriente e Occidente. In quella occasione sono venuti a BARI per pregare per la pace in Asia Minore”.

“Nel 2020 il papa -continua il rettore- disse che Bari era la capitale dell’Unità della Chiesa, perché si è sempre caratterizzata come città dell’accoglienza e dell’incontro e ognuno si sente a casa propria, i cristiani a Bari non si sentono divisi ma fraternamente uniti nel nome e nel segno di San Nicola che conduce a Cristo perché il culto nicolaiano non è fine a se stesso. In fin dei conti quando c’è stato l’incontro dei patriarchi d’Oriente (nel 2018 ndr) -prosegue padre Distante- c’era il rappresentante del patriarcato di Mosca, il metropolita Hilarion. Mancava il patriarca ma c’era un suo rappresentante. Quindi già un simbolo di quasi perfetta unione c’era in quell’incontro”.

Intanto però le ostilità in Ucraina continuano. ”Domani è mercoledì delle Ceneri -ricorda il rettore- è un giorno particolare per la Chiesa che prevede il digiuno e la astinenza dalle carni. Noi lo vivremo secondo le indicazioni che ci vengono dal Papa e cioè di dedicare questa giornata al digiuno con questa intenzione particolare, per realizzare la pace, non soltanto in questa zona dell’Europa orientale ma anche tenendo conto di quelle che potrebbero essere le conseguenze per la pace nel mondo intero. Non pensiamo per il momento ad un’altra preghiera come quella di sabato, poi vedremo quali indicazioni ci verranno date e quali suggerimenti ci verranno anche direttamente dagli incontri che quotidianamente abbiamo con i fratelli che stanno soffrendo”.

“Anche perché -sottolinea padre Distante- a Bari ci sono molti ucraini, basta scendere in cripta per trovarli in preghiera davanti alla tomba del santo. Sabato è stata una preghiera bella perché abbiamo cantato il Responsorio a San Nicola. Qui in Basilica diventa facile incontrarsi tra cristiani di confessioni diverse proprio a partire da questo comune culto. E’ molto importante lavorare e pregare per l’unità dei cristiani -afferma- perché molto spesso alla base di tante guerre vi è anche un po’ di incomprensione e di divisione tra noi cristiani e penso che anche in questa guerra vi sia qualcosa di simile”

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