Ritrovati gli oggetti sacri rubati a San Nicola, c’è stato un mandante del furto? Dal telefonino del presunto ladro potrebbe arrivare la risposta

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Il ritrovamento degli oggetti preziosi rubati alla statua di San Nicola a Bari lascia ancora irrisolti alcuni aspetti della vicenda.

In primo luogo ci si chiede come mai Farid Hanzouti, un parcheggiatore abusivo senza fissa dimora di 48 anni, avesse con sé 1.750 euro in contanti. Se al momento del ritrovamento delle banconote, lo stesso giorno in cui il 48enne è stato fermato, l’ipotesi era che si trattasse del provento della vendita degli oggetti sacri, con il loro ritrovamento il sospetto è che quei soldi costituissero il pagamento di un furto su commissione.

Secondo quanto si apprende circa lo sviluppo delle indagini, l’attenzione è ora rivolta al telefono del presunto ladro. Seguendo le celle agganciate nelle ore successive al furto dal cellulare del 48enne, gli investigatori sono arrivati al luogo dove era nascosta la refurtiva. E potrebbero essere gli ulteriori accertamenti sui tabulati a condurli all’eventuale mandante del colpo.

Intanto sono stati messi al sicuro gli oggetti trafugati: l’anello di oro sfilato dal dito della statua, e soprattutto l’evangeliario con le tre sfere in argento, che è stato rinvenuto leggermente danneggiato, oltre al medaglione contenente una fiala della sacra manna.

All’interno del casolare del rione Japigia dove prima è stato fermato Farid e cinque giorni dopo è stata rinvenuta la refurtiva, già nei giorni scorsi i poliziotti avevano trovato altri oggetti sospetti, come “alcuni monili in argento con incisioni in alfabeto cirillico, circostanza pienamente compatibile -secondo il gip che ha convalidato il fermo del 48enne disponendo che resti in carcere- con il trafugamento di doni dei fedeli russi ortodossi, comunemente offerti in omaggio al santo durante le visite nella Basilica”.

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