Maxi-frodi tra Bari e Bitonto, Ministero dell’Economia e Agenzia Entrate si costituiscono parti civili

323 Visite

Con la richiesta di costituzione del Ministero dell’Economia e Finanza e dell’Agenzia delle Entrate come parti civili è cominciata dinanzi al gup del Tribunale di Bari Ilaria Casu l’udienza preliminare nei confronti di 80 imputati per il presunto riciclaggio, anche all’estero, di denaro derivante da attività illecite, di evasione fiscale e frode sulle forniture di carburante.

I pm della Dda di Bari Fabio Buquicchio e Bruna Manganelli hanno chiesto il rinvio a giudizio per avvocati, un commercialista, imprenditori, oltre a esponenti del clan mafioso Parisi di BARI. Sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alle frodi fiscali, al riciclaggio e all’autoriciclaggio dei relativi proventi, nonché al trasferimento fraudolento di valori, al contrabbando di prodotti energetici, alle estorsioni, al traffico di droga e alla detenzione illegale di armi con aggravante mafiosa. L’udienza si è celebrata nell’aula bunker di Bitonto.

Ventuno imputati hanno anticipato l’intenzione di patteggiare la pena e altri otto chiederanno il rito abbreviato. Le richieste saranno formalizzate nella prossima udienza del 24 maggio. Tra gli imputati che rischiano il processo ci sono l’imprenditore Francesco Giordano, il pluripregiudicato Emanuele Sicolo e gli avvocati baresi Massimo Roberto Chiusolo, Fabio Mesto e Pierdomenico Bisceglie.

L’inchiesta nel febbraio scorso ha portato alla esecuzione di 75 misure cautelari, tra arresti, obblighi di presentazione alla pg e interdizioni, 58 delle quali tuttora in corso. Gli inquirenti hanno accertato un volume di affari illecito pari a circa 170 milioni di euro, realizzato attraverso un sistema di aziende consorziate, società cartiere e frodi fiscali nei settori della commercializzazione di carne e idrocarburi, con la complicità dei professionisti compiacenti e, nella fase della “monetizzazione”, della criminalità organizzata barese che avrebbe poi reinvestito parte dei proventi nel narcotraffico.

Promo