Truffa su rimborsi e spese legali della Regione Puglia, sequestro di 295mila euro a ex dipendenti dell’Avvocatura

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Il gip del tribunale di Bari ha disposto il sequestro preventivo, ai fini della confisca, di circa 295mila euro (294.611,11 euro) nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla procura del capoluogo che ruota attorno a rimborsi e a spese legali della Regione Puglia.

Nel troncone sono indagati tre persone (una è deceduta): si tratta del 64enne Raffaele Rega e del 65enne Federico Tarricone, entrambi baresi, licenziati il primo nel luglio 2020 e il secondo nel dicembre 2019; e della avvocatessa 66enne di Barletta Antonella Loffredo, in pensione da gennaio 2020.

Le ipotesi di reato contestate sono truffa aggravata e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e riferiscono al periodo di tempo compreso tra il primo gennaio 2013 e il 22 luglio 2019. Secondo l’accusa, “in concorso fra loro, ognuno nelle rispettive competenze e attribuzioni, mediante artifizi e raggiri ai danni della Regione Puglia”, avrebbero “indotto in errore l’Ente Pubblico Regione Puglia, procurando a sé o ad altri un ingiusto e rilevante profitto di circa 1.118.192,91 euro, con un ingente danno per la Pa”.

“In particolare, con le loro condotte avrebbero indotto la Regione Puglia al pagamento di spese concernenti anticipi o rimborsi di spese legali di fascicoli di contenzioso risultati essere inesistenti o attributi a ad un altro legale rispetto a quello presente nella richiesta” oppure “al pagamento di spese illegittimamente alterate”. Il decreto di sequestro preventivo è stato firmato dalla gip Luigia Lambriola, su richiesta della procura di Bari presentata l’11 giugno 2021.

Per raggirare la Regione e ottenere i rimborsi indebiti, gli indagati avrebbero prodotto ricevute per acquisto di valori bollati con timbri contraffatti o aumentato “in maniera illecita l’importo complessivo dovuto”.

I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra gennaio 2013 e luglio 2019. A Rega sono stati sequestrati beni del valore di circa 78mila euro, a Loffredo di 213mila euro e a Tarricone di quasi 2mila euro, somme risultate “effettivamente incassate” sui loro conti correnti.

“Si constata -scrive la gip nel decreto di sequestro preventivo- l’artificiosa redazione di rendiconti apparentemente regolari, in realtà esponenti fatti in parte non rispondenti al vero, perché basati su inesistenti spese o annotazioni contabili, prive di giustificazioni, nel contesto di una tenuta contabile gravemente infedele, artatamente predisposta in modo da rappresentare una apparente situazione di regolarità attraverso la trasmissione di valori bollati contraffatti a giustificazione delle spese sostenute ovvero attraverso l’utilizzo contributi unificati reimpiegati più volte, anche per fascicoli inesistenti”.

L’inchiesta è partita da diversi esposti presentati nel 2019 dalla coordinatrice della avvocatura regionale, Rossana Lanza e dall’allora dirigente della Sezione Provveditorato Economato della Regione Puglia, Antonio Mario Lerario (lo stesso ex capo della protezione civile regionale poi coinvolto nell’inchiesta su presunte tangenti in cambio di appalti).

 

 

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