Energia, Movimento No Tap: “Il gas dell’Azerbaijan costa tre volte di più rispetto a quello di altri Paesi”

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“I prezzi del gas alla dogana fanno emergere un mostruoso scenario: mentre il costo del gas proveniente da Norvegia, Russia o Algeria si aggira attorno ai 18/19 euro per Megawatt/ora, il costo del gas azero trasportato dal Tap è 63,30 euro/Megawatt ora. Oltre 3 volte di più”. Lo sottolinea Gianluca Maggiore, portavoce del Movimento No Tap, che si è battuto contro il gasdotto della Trans Adriatic Pipeline che trasporta (ormai dalla fine del 2020) gas naturale dall’Azerbaijan, precisamente dal mar Caspio.

La materia prima giunge in Italia e in Europa, dopo aver attraversato anche Albania e Grecia e mar Adriatico con approdo a San Foca di Melendugno, in provincia di Lecce. “Oggi l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti, (Arera ndr) -aggiunge Maggiore- ha reso pubblici i prezzi alla dogana del gas importato in Italia dai differenti punti d’ingresso esistenti sul territorio nazionale. Quello che emerge va ben oltre le peggiori previsioni che denunciamo da anni e che, puntualmente, sono state ignorate da coloro che hanno speculato sul nostro territorio. Considerando che un Megawatt ora sono circa 900/950 metri cubi di metano i conti sono facili. Ai costi di dogana -sottolinea- bisogna poi aggiungere tasse e oneri vari, che aumentano ancora il costo del gas, quindi è inimmaginabile l’aggravio economico che le famiglie dovranno sopportare per sostenere Tap, un’infrastruttura anacronistica e, dati alla mano, enormemente dispendiosa. Chi è responsabile di tutto questo? Una politica connivente, che ha speculato sulle tasche dei cittadini -evidenzia Maggiore- per trarre profitti personali e affossare un’intera popolazione? O di quella politica ignorante che non ha saputo e voluto quantificare i costi e che con la scusa della segretezza ha avallato quest’opera mostruosa? No, per la ‘giustizia’ italiana la colpa sembra essere di chi denuncia da anni tutto questo sistema marcio e imposto. Ogni giorno che passa abbiamo l’ennesima conferma del sistema finanziario speculativo che ruota attorno al Tap, ma chi dovrebbe agire continua a fare orecchie da mercante, continuando a legittimare inutilità e spreco. Intanto, prepariamoci a veder quadruplicare i costi dell’energia”.

Secondo Maggiore non ci sarebbe una soluzione a questa situazione. “Grazie all’incompetenza di chi ha imposto quest’opera -sostiene- pagheremo il Tap per i prossimi 25 anni in bolletta, tanto durano i contratti firmati che ricadono sulle spalle della popolazione. Sarebbe necessario un ultimatum alla speculazione messa in atto dalle grandi aziende strategiche del fossile. Tutto questo gas, che è contrattualizzato a prezzo fisso e stabile, non viene venduto a chi con le tasse e le bollette, suo malgrado, ha finanziato gasdotti, rigassificatori e astrazione, ma viene immesso su un mercato ‘speculativo’ Spot, quello della borsa olandese, che fa lievitare ulteriormente i prezzi. Così la beffa è completa, la speculazione arriva anche sui contratti a lungo termine, che dovrebbero garantire la sicurezza energetica. Possibile che chi ha reso il Tap strategico non fosse consapevole di indirizzare il sistema energetico in un vicolo cieco? Errare è umano, perseverare diabolico”, conclude.

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