Andrea Leonetti di Barletta e Roberto Amoruso di Bisceglie, la latitanza dei maggiori responsabili delle “truffe sui bonus” tra telefonini esteri, carte di credito e investimenti in criptovalute

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Circa 440 milioni, un fiume di denaro ottenuto lucrando su misure pensate per rilanciare l’attività imprenditoriale e l’economia fiaccati da due anni di emergenza coronavirus, reinvestito in cripto valute, lingotti d’oro, conti correnti a Malta, Cipro e Madeira.

Delle 12 persone agli arresti, in carcere e ai domiciliari, solo due indagati erano riusciti a sfuggire: Andrea Leonetti di Barletta, ovvero quello che allo stato delle indagini è ritenuto essere il capo del ramo pugliese dell’organizzazione e ribattezzato dagli inquirenti il “Re dei bonus” e un commercialista, Roberto Amoruso di Bisceglie, ritenuto la mente tecnica dell’organizzazione.

Entrambi all’estero nel giorno della retata (Leonetti a Santo Domingo e Amoruso in Colombia), i due non sono rientrati in Italia. Come altri indagati nella vicenda, avevano comunque presentato ricorso -attraverso i legali- contro la misura. Ricorso, a quanto appreso, rigettato, come gli altri, dal Tribunale del Riesame.

Il commercialista è stato fermato e arrestato all’aeroporto di Medellin, in Colombia ed è detenuto nelle carceri di Bogotà in attesa delle procedure di estradizione mentre quello che è considerato il capo del ramo pugliese dell’organizzazione è stato fermato a Boca Chica a Santo Domingo: aveva con sé numerosi telefoni cellulari, varie schede telefoniche di diversa nazionalità e oltre dieci carte di credito e denaro contante tra euro, dollari, pesos colombiani e dominicani per circa 6.000 euro.

Come racconta Gianluca Angelini su Ansa, “Negli scorsi mesi gli inquirenti della Procura della Repubblica e i finanzieri di Rimini avevano monitorato ogni spostamento delle due persone arrestate e, conoscendo i posti da loro frequentati e le loro abitudini, hanno richiesto al Ministero della Giustizia l’emissione di un mandato di arresto internazionale. Grazie al Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, i dati dei due latitanti sono stati comunicati agli uffici Interpol della Repubblica Dominicana e della Colombia che, supportati da esperti per la sicurezza italiani al lavoro presso le Ambasciate nei due Paesi, hanno attivato le forze di Polizia locali per il rintraccio e l’arresto – ai fini dell’estradizione – delle persone indagate e ricercate”.

Il commercialista di Bisceglie è attualmente detenuto nelle carceri di Bogotà, in Colombia in vista dell’estradizione, Leonetti invece è stato espulso dalla Repubblica Dominicana e imbarcata su un aereo per l’Italia, scortata da due agenti del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. L’ex latitante è atterrato domenica scorsa all’Aeroporto di Fiumicino, dove i finanzieri e gli agenti della Polizia di Frontiera della Polizia di Stato, lo hanno formalmente arrestato e condotto in carcere a Rimini.

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