Il Comune di Lecce individua i terreni per la Cittadella della Giustizia

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Per la realizzazione della cittadella della giustizia a Lecce, per la quale il ministero della Giustizia ha già stanziato 70 milioni di euro dei 317 necessari al progetto, il Comune ha individuato i terreni su cui realizzarla. È quanto emerso oggi nel corso dell’incontro istituzionale che si è svolto nel tribunale.

Lo studio dell’Agenzia del Demanio, propedeutico alla realizzazione della cittadella, sulla prima proposta progettuale prevede la localizzazione su terreni posti in via Adriatica sulla Lecce-Torre Chianca su cui sono emerse criticità. Il Comune ha trovato suoli alternativi situati sulla Lecce – San Cataldo, sul lato sinistro della carreggiata in uscita della città, a circa 500 metri dal ponte della Tangenziale Est e a un chilometro dallo Stadio Via del Mare.

La proposta del Comune salva anche l’esigenza di avviare a una funzione sociale i suoli confiscati alla mafia sulla Lecce Torre – Chianca. Secondo la proposta del Comune quei suoli potrebbero diventare “un parco agro-silvo-pastorale con valenza educativa, attraverso una operazione che vedrebbe la collaborazione tra ministeri della Giustizia, della Transizione ecologica, Università del Salento e Comune di Lecce e che potrebbe portare alla nascita di una impresa sociale modello”.

“Lecce ha bisogno di una Cittadella della Giustizia che aggreghi le funzioni giudiziarie e garantisca agli operatori, ai lavoratori, agli utenti maggiore comodità, servizi, e infrastrutture -dichiara il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini-. Abbiamo individuato le risorse a disposizione, ora dobbiamo individuare all’interno di quella disponibilità il progetto da realizzare. Gli esiti dello studio redatto dall’Agenzia del Demanio sui terreni della Lecce-Torre Chianca, ci hanno consegnato delle valutazioni che non possiamo ignorare, per questo come Comune ci siamo subito attivati per individuare alternative percorribili che riducessero i costi e l’impatto ambientale dell’opera e che ci consegnassero più elevate chance di realizzazione della stessa in un unico lotto. Perché non vogliamo correre, sulla pelle della città, il rischio di incompiute o di nuovi infiniti cantieri”.

“La nostra proposta, insieme alle valutazioni tecniche che la accompagnano, è ora a disposizione del ministero e degli enti che dovranno legittimamente compiere le proprie scelte”, ha concluso il primo cittadino.

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