Inaugurato sportello informativo “Luca Coscioni” nella sede della Cgil a Bari

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Informare e difendere il diritto all’autodeterminazione delle persone malate e con disabilità. È questo lo scopo dello sportello ‘Luca Coscioni’, inaugurato oggi a Bari nella sede della Cgil. “L’apertura di uno sportello analogo a quello nazionale, fornirà ad un’ampia platea di cittadine e cittadini risposte dirette e tempestive su domande e dubbi e contribuirebbe alla costruzione di banche dati contenenti denominazioni e recapiti di strutture come cliniche per la terapia del dolore, hospice, Asl e centri di salute mentali, per essere fruite più agevolmente”, ha detto il segretario della Cgil di Bari, Paolo Villasmunta.

“I diritti cui si fa riferimento non sono solo quelli che attengono alla fase terminale della vita, battaglia nota come eutanasia, ma anche quelli relativi alle cure palliative, al testamento biologico, al suicidio medicalmente assistito. Sono molti coloro i quali non sanno cosa è il biotestamento, come si compilano le Dat e dove reperire i moduli, in cosa consiste la pianificazione condivisa delle cure, quali sono i compiti dell’amministratore di sostegno e quando interviene, cosa sono le cure palliative e a chi chiedere questo servizio, cosa è la terapia del dolore, quale è la differenza tra eutanasia passiva e attiva, in cosa consiste il suicidio medicalmente assistito e tante altre informazioni che malati e familiari hanno difficoltà a reperire”, ha sottolineato.

A gestire lo sportello sarà Nino Sisto, coordinatore cellula Coscioni di Bari e volontario da anni. Ogni lunedì a partire dal prossimo 6 giugno sarà dalle ore 17 alle 19 nella sede della Camera del Lavoro Metropolitana e Provinciale di Bari “La nascita di questo sportello è un esempio di buona prassi” ha sottolineato Sandro Gallittu, responsabile dell’ ufficio nuovi diritti della Cgil nazionale. “Una buona prassi che parte da Bari e che spero possa svilupparsi sempre più su tutto il territorio nazionale. Autodeterminazione della persona e laicità dello Stato i due principi cardine attorno a cui ruota l’attività dell’Ufficio Nuovi diritti della Cgil Nazionale nato 30 anni fa su spinta di Bruno Trentin e volontà della compagna Toniollo, per risolvere un caso di discriminazione per orientamento sessuale”, ha detto.

“Bari è stata una delle prime camere del Lavoro in Italia lo scorso anno ad aderire alla campagna referendaria per salvaguardare il diritto di fine vita. Un percorso che non è stato inutile sebbene la Consulta abbia poi ritenuto che il quesito non potesse essere sottoposto al voto. Sul tema dell’aiuto al suicidio ci sono due sentenze della Corte Costituzionale che stabiliscono che non è reato in presenza di determinate condizioni. Dobbiamo batterci affinché quella conquista che stabilisce che la sentenza è applicativa anche senza l’intervento del legislatore, non venga vanificata da una burocrazia sorda”, ha concluso.

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