Violenza sui bus, appello Cgil al Questore di Taranto per la sicurezza sui mezzi: “Un pulsante per allertare le forze dell’ordine”

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Sicurezza a rischio e personale dell’azienda Amat di Taranto allo sbando sul luogo di lavoro. L’escalation degli episodi di violenza verificatisi negli ultimi mesi a bardo dei bus circolanti nel capoluogo jonico e nel suo hinterland delle periferie, aree ad alto rischio criminalità, è arrivata al culmine, minando costantemente il lavoro e l’incolumità degli autisti e dei passeggeri. Per tale ragione, è tornata a lanciare l’allarme sulla problematica contingente sui mezzi Amat, una delle sigle sindacali di categoria: la Filt Cgil territoriale, nella persona del suo segretario Francesco Zotti, fa il suo appello ai vertici dell’azienda di trasporti locale, al Comune di Taranto e al questore Gambino in una lettera inviata alle istituzioni tarantine per chiedere “di intervenire al più presto” per sopperire alle disfunzionalità di settore e risolvere tale questione incresciosa.

“È una escalation di violenza che mette a serio repentaglio la serenità e l’incolumità fisica dei lavoratori –denuncia il segretario Zotti- ma anche la sicurezza dei passeggeri che in quel momento si trovano a bordo dei mezzi pubblici”. “Date le frequenti aggressioni agli autisti e al personale in servizio a bordo dei bus del trasporto pubblico di Taranto: un accoltellamento ad ottobre, aggressioni e minacce nel mese di aprile e maggio. L’ultima lo scorso 18 maggio al rione Tamburi, dove solo la prontezza di spirito dell’autista dell’autobus n. 507, ha impedito che si consumasse una tragedia, l’ennesima, ai danni di un lavoratore dell’Amat”, torna a ribadire Zotti nella lettera.

Il segretario della Filt Cgil sottolinea che nonostante “da un anno sia attivo su tutto il parco mezzi dell’Amat, l’AVM, un dispositivo che consente la rilevazione satellitare del mezzo, gli operatori di esercizio non possono comunicare con le forze dell’ordine o con la sala operativa aziendale in caso di estremo pericolo”. Per ovviare a ciò “il sindacato ha chiesto tempo fa l’installazione di un pulsante a bordo dei mezzi pubblici per allertare in tempo reale le forze dell’ordine in caso di aggressioni –spiega Francesco Zotti- e l’introduzione di cabine blindate per la postazione del conducente e un piano di operatività rispetto alle aree urbane sensibili, come ad esempio quelle interessate alla movida notturna”. “Purtroppo i lavoratori vengono lasciati soli di fronte a un rischio potenziale di estrema gravità”.

La Filt Cgil ricorda che “già un anno fa le organizzazioni sindacali avevano chiesto l’intervento dell’allora Questore di Taranto, Giuseppe Bellassai. Si pensò all’epoca all’istituzione di un tavolo di confronto tra forze dell’ordine, azienda e rappresentanti dei lavoratori, per una più efficace predisposizione delle azioni che avrebbero dovuto garantire la sicurezza sugli autobus di città”, inveisce il segretario sindacale.

L’appello odierno di Francesco Zotti è categorico e improrogabile: “È il caso che quell’intendimento venga ripreso e, per questo, con tutte le sigle sindacali di categoria, ci siamo appellati al nuovo Questore di Taranto, Massimo Gambino. Si intervenga presto!”.

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