Giancarlo Conticchio, da Gravina in Puglia a nuovo questore di Salerno. “Sono uno sbirro dal volto umano”

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“Il capo della Polizia mi ha nominato questore reggente di Salerno e sono orgoglioso di questa scelta ricaduta su di me. Sono un servitore dello Stato. Sono uno sbirro dal volto umano, ma comunque uno sbirro. E il mio essere sbirro vuol dire essere attento ai problemi, a quello che i cittadini chiedono”. Così il nuovo questore di Salerno, Giancarlo Conticchio, si è presentato oggi ai giornalisti nel primo incontro con la stampa.

Sessant’anni, è nato a Gravina di Puglia (Bari), sposato, due figli, laureato in Giurisprudenza e specializzato in Criminologia Clinica e Psichiatria Forense all’Università di Bari. È entrato in Polizia il 1 marzo 1978 e ha dunque una lunga carriera alle spalle. La sua vita professionale è costellata di indagini contro l’avanzata della malavita organizzata, ma anche da un’esperienza a tutto campo, avendo rivestito ruoli differenti all’interno dell’amministrazione della Pubblica Sicurezza.

“Io -ha spiegato il neo questore- sono contro la cultura dell’indifferenza. Si dice ‘non è un problema mio’, la cultura dell’indifferenza fa male, provoca danni. L’essere cittadino vuol dire partecipare alla sicurezza, essere cittadino vuol dire esserci per gli altri, il povero disgraziato o l’alcolizzato caduto per terra senza nessuno che lo soccorre, non è bello se si vuole essere cittadini partecipi. Io conto molto sulla partecipazione dei cittadini. Il poliziotto non ha la sfera di cristallo, noi lavoriamo con le nostre antenne ben dritte ma abbiamo anche bisogno del contributo del cittadino che è parte integrante del sistema sicurezza. Noi aumentiamo la percezione della sicurezza con il contributo dei cittadini”.

“Mi impegnerò -ha proseguito- come ho fatto in tutte le 15 sedi di servizio dove sono stato. Io credo in questo lavoro. Nella riunione che ho tenuto stamattina con i funzionari ho detto e ripetuto a me stesso che nessuno ci ha obbligato a fare i funzionari di Polizia, nessuno ci ha obbligati a fare questo lavoro. Se lo svolgiamo è perché ci crediamo. Io ci credo fortemente, amo questo lavoro. Continuerò sulla strada del collega Maurizio Ficarra, che mi ha fatto il suo in bocca al lupo. Sono per ascoltare e laddove ci sono problemi qualcuno deve intervenire. Noi siamo deputati a produrre sicurezza. La sicurezza si produce con la presenza di poliziotti per la strada, con la presenza di poliziotti che garantiscono l’ordine e la sicurezza pubblica, con la capacità di attenzione”.

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