Maltrattato dal branco si buttò sotto un treno a Foggia. Cinque “bulli” a processo, uno patteggia

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A conclusione dell’inchiesta sul 29enne di Foggia, Marco Ferrazzano, morto dopo essere finito sotto un treno il 22 gennaio 2021, il gup del tribunale di Foggia ha disposto il rinvio al giudizio del tribunale per 5 ragazzi, fra i 21 e 24 anni, accusati a vario titolo di atti persecutori aggravati, cyber-bullismo, truffa e diffamazione. Per un sesto imputato il gup ha riconosciuto il patteggiamento della pena a un anno di reclusione più 600 euro di multa, a fronte delle accuse di truffa in relazione alla sottrazione del telefonino di Ferrazzano, e del pentimento.

Dalle indagini condotte dagli agenti della Squadra Mobile di Foggia è emerso che “la vittima subiva ripetutamente atti di bullismo e violenza fisica ad opera degli indagati che incontrava spesso al Parco San Felice o nel quartiere Candelaro di Foggia”.

In una occasione, “dopo essere stato capovolto a testa in giù, veniva ripreso da uno degli indagati con un cellulare mentre gli altri assistevano alla scena e in un’altra circostanza veniva investito con un ciclomotore”. Nel corso delle indagini è emerso anche che il 25 gennaio 2020 Ferrazzano fece ricorso alle cure dei medici che, per le ferite riportate dal giovane, diagnosticarono 20 giorni di prognosi.

Tra i 5 imputati, per i quali il processo dinanzi al tribunale di Foggia in composizione monocratica inizierà a settembre, ci sono 2 giovani detenuti per la rapina in un bar di Foggia, avvenuta il 17 settembre 2020, nel corso della quale venne ferito con una coltellata il titolare, Francesco Paolo Traiano, 38 anni, che morì dopo un’agonia durata 23 giorni. Parte civile sono i familiari del 29enne, rappresentati in giudizio dagli avvocati Pio Giorgio Di Leo e Antonio Cozza.

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