Ex Ilva, il sindacato Usb: “L’azienda sminuisce incidente Afo1 ma si è sfiorata la strage”

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“L’azienda si affretta a sminuire l’accaduto e a indorare la piccola, ma si è sfiorata la strage nel pomeriggio di domenica, intorno alle ore 16, in Afo1. Ghisa liquida, quindi ad alte temperature, insieme alla loppa, è fuoriuscita dalla tubiera, occupando il piano di colata che, in condizioni normali, vede impegnate decine di lavoratori. Nella circostanza specifica, i dipendenti erano impegnati nelle sale di controllo, dato che il forno è in fase di ripartenza”. Lo afferma Francesco Rizzo, coordinatore provinciale dell’Usb di Taranto.

Domenica era stata la stessa azienda a comunicare in una nota un “trafilamento di lieve entità di polveri e loppa da un iniettore di aria calda” nello stabilimento Acciaierie d’Italia di Taranto. “Noi, come sempre, chiamiamo le cose -aggiunge il sindacalista- col proprio nome e non nascondiamo che, se l’impianto fosse stato in marcia a pieno regime, in queste ore parleremmo di una strage annunciata. Sempre più urgente dunque che la situazione venga affrontata di petto: gli impianti vanno fermati, perche’ non sono in condizione di produrre in quanto necessitano di tempestivi, incisivi ed efficaci interventi di manutenzione”.

Secondo Rizzo, è “a rischio la vita di tutti coloro che operano all’interno della fabbrica, ed in particolare in determinati reparti. Pretendiamo con ancora maggiore energia che il Governo apra finalmente una discussione mettendo sul tavolo un pacchetto di risorse mirate a mettere in sicurezza i lavoratori (diretti, appalto ed ex Ilva in As). In caso contrario, la posizione del nostro sindacato -conclude Rizzo- continuerà ad essere fortemente critica, e non si escludono manifestazioni di protesta da tenere il 22 giugno, giornata in cui e’ previsto l’incontro presso il ministero dello Sviluppo economico”.

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