Ex Ilva, Palombella (Uilm): “Fabbrica tenuta ancora in piedi da operai 70enni. I lavoratori vogliono scappare da qui “

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“Riteniamo che il 22 giugno sia una giornata importante qualora i ministeri decidessero di affrontare quest’incontro con le dovute responsabilità. Se non ci sarà questo, noi programmeremo una serie di iniziative per riportare tutto il gruppo alla mobilitazione”. Lo ha detto oggi a Taranto sull’ex Ilva il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, dopo la riunione del coordinamento nazionale sindacale di Acciaierie d’Italia.

“Questo stabilimento è irriconoscibile, completamente fermo – ha affermato Palombella -. Le maestranze vogliono scappare, qui viene gente di 70-80 anni per salvare lo stabilimento ma si rendono conto che non si può salvare lo stabilimento con 70enni che già sono andati via e vengono chiamati al capezzale di un morto?”.

“Non c’é più possibilità di fare incontri inutili e senza senso, bisogna fare incontri partendo dai problemi reali, da cosa loro intendono fare” ha detto Palombella in relazione al vertice del 22 giugno. “Cinquemila lavoratori in cassa integrazione è un contributo che nessuno si può permettere. Si parla di ripresa produttiva ma ci sono solo due altiforni in marcia, nel primo semestre hanno prodotto 1,6 milioni di tonnellate, come possono arrivare a 5,7 milioni, è una farsa” ha detto ancora Palombella.

“Io vorrei sbagliarmi, ma non è possibile che lo stabilimento raggiunga i 5,7 milioni, mancano le materie prime” ha sostenuto Palombella. “Se il Pd decidesse che non si può produrre in questo stabilimento, che non ci sono le condizioni per farlo, lo deve dire chiaramente e lo stabilimento va chiuso, perché non può avere processi di decarbonizzazione a dieci anni, né andare avanti con una produzione di meno di 4 milioni l’anno” rileva Palombella.

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