Incidente sul lavoro, la salma di Armel “Carmelo” Dabrè non rientrerà a Mesagne e sarà sepolta nella sua patria

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La procura di Castrovillari (Cosenza) ha dato il nulla osta per i funerali del 28enne Armel Dabré, originario del Burkina Faso, ma residente da anni a Mesagne, in provincia di Brindisi, morto nell’incidente avvenuto nella centrale della Mercure, a Laino Borgo (Cosenza), lo scorso 16 giugno. Avrebbe compiuto 29 anni ad agosto. Il 28enne, stando a quanto reso noto da Studio3A-Valore spa che rappresenta il fratello del 28enne, sarà sepolto nel suo Paese d’origine.

Il nulla osta è stato rilasciato dopo l’autopsia disposta dal pm titolare del fascicolo per omicidio colposo.Il giovane era titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato per conto di un’impresa esterna del Brindisino, specializzata in carpenteria metallica e montaggio e manutenzione degli impianti e stava lavorando nella centrale quando è precipitato da un ponteggio candendo su un nastro trasportatore.

“Studio3A si farà anche carico del rimpatrio della salma che, una volta esperite tutte le pratiche burocratiche, per volontà della famiglia tornerà per il funerale e la sepoltura nel Burkina Faso, a Lengha, nel sud est del Paese, dove vivono la mamma e altri sei fratelli del giovane, che era arrivato a Mesagne ancora minorenne, a metà degli anni Duemila, in fuga dalla fame, dalle guerre e dalle violenze che tormentavano (e tormentano tuttora) la sua terra”, spiega Studio 3A in una nota.

Nella cittadina pugliese era diventato un modello di integrazione: “Era stato inizialmente ospitato dalla coop sociale Oasi e seguito dai suoi educatori, aveva appreso il lavoro di metalmeccanico e si era fatto ben volere da tutti, tanto da essere ricordato dal sindaco di Mesagne, Antonio Matarrelli, anche presidente della Provincia di Brindisi”.

Il ventottenne è stato ricordato anche domenica in occasione dell’inaugurazione delle Officine Ipogee di Mesagne, cerimonia a cui ha partecipato anche il fratello Fabrice. In questa occasione è stata lanciata la proposta di intitolargli un albero della villa comunale.

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