Proteste per l’attesa in banca, vicedirettrice minacciata da cliente che aveva fornito false generalità. Un arresto a Taranto

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La vice direttrice di una banca di Taranto si rifiuta di cambiare degli assegni a un cittadino extracomunitario che fornisce generalità false e viene anche minacciata dall’uomo. Quest’ultimo è stato denunciato dalla Polizia di Stato per sostituzione di persona, falsa attestazione e minacce. Su di lui pendeva anche un ordine di carcerazione, per questo è anche scattato l’arresto.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Volante, dopo una segnalazione alla sala operativa della Questura, circa minacce rivolte alla funzionaria. La vice direttrice dell’Istituto bancario ha spiegato ai poliziotti che quella mattina, a causa del notevole afflusso di braccianti agricoli, per la maggior parte stranieri, si era reso necessario disciplinare l’ingresso in filiale per non creare un assembramento eccessivo. Nonostante gli addetti allo sportello si fossero prodigati ad accelerare i ritmi di lavoro per smaltire la fila, è stato loro comunicato che non era possibile soddisfare le richieste di tutti i presenti in coda all’istituto.

L’annuncio ha provocato la reazione violenta di alcuni dei presenti che hanno iniziato a battere violentemente con le mani sui vetri della banca in segno di protesta e ad urlare minacce ed offese nei confronti dei dipendenti dell’Istituto. In particolare, un uomo di presumibili origini africane, già all’interno della banca, ha inveito contro gli addetti, pronunciando frasi minacciose. La vice direttrice è intervenuta per cercare di riportare l’uomo alla calma, ma lo stesso l’ha zittita in malo modo, dicendole che preferiva parlare con il cassiere.

Quando è giunto il suo turno, il cassiere si è rivolto alla vice direttrice per riferirle che non poteva cambiare gli assegni presentati a causa di un’anomalia sull’anagrafica del cliente. La donna, pertanto, ha cercato di spiegare al cliente le problematiche riscontrate ma l’uomo ma non ha voluto sentire ragioni e, cercando anche lo scontro fisico, l’ha aggredita verbalmente. Di fronte a quella reazione, la donna si è rifugiata nel suo ufficio e ha chiesto aiuto al 113, mentre l’esagitato, invitato più volte dagli altri operatori a lasciare la banca, li ha costretti a derogare all’orario di chiusura della filiale e a continuare a cambiare gli assegni anche agli altri extracomunitari che, nel frattempo, approfittando della situazione, erano entrati all’interno della banca.

Secondo la ricostruzione fornita dalla vice direttrice, l’uomo, presentando al cassiere due assegni intestati ad un extracomunitario e mostrandogli i documenti dell’intestatario degli assegni, aveva apposto la firma su di essi davanti all’addetto. Anche al momento dell’identificazione da parte dei poliziotti, giunti sul posto, l’uomo ha mostrato loro la carta d’identità dell’intestatario degli assegni ma, portato in Questura per ulteriori accertamenti, si è appreso che il suo vero nome era un altro e che su di lui pendeva un ordine di custodia cautelare in carcere per espiazione della pena emesso dal Tribunale di Arezzo. Pertanto, è stato accompagnato nel carcere di Taranto per dare esecuzione all’ordine di custodia cautelare. Inoltre, è stato denunciato in stato di libertà per il presunto reato di sostituzione di persona, falsa attestazione, minacce ed interruzione di pubblico servizio.

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