“Salento e Tremiti comprensori turistici più attenti all’ambiente”, chi sale e chi scende in Puglia nei riconoscimenti delle Vele Blu di Legambiente

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Si confermano 12 i comprensori turistici pugliesi premiati con le vele di Guida Blu, l’iniziativa di Legambiente e Touring Club Italiano che esaminano le mete turistiche in cui l’offerta si coniuga con una gestione del territorio attenta alle esigenze ambientali.

Le 5 vele sventolano nei comprensori Alto Salento Adriatico formato dai Comuni di Otranto, Melendugno e Vernole (Lecce); Alto Salento Jonico con i Comuni di Nardò, Gallipoli, Porto Cesareo e Racale (Lecce); isole Tremiti (Foggia). Nell’ordine i tre comprensori nella graduatoria nazionale si sono classificati al 9°, 10° e 17° posto. Nell’Alto Salento Jonico, ”i Comuni -si legge nel report di Legambiente- hanno promosso una gestione sostenibile dei rifiuti, la mobilità lenta, politiche di efficientamento energetico e la valorizzazione delle torri costiere. A novembre 2021, inoltre, il Comune di Porto Cesareo e Nardò hanno raggiunto un’importante intesa che ha portato all’ampliamento dell’Area marina protetta di Porto Cesareo che si estenderà fino al tratto di mare che bagna il Parco naturale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano”.

L’Alto Salento adriatico, caratterizzato da scorci naturalistici e piste ciclabili, oltre alle politiche di tutela della biodiversità (Parco naturale delle Cesine, area archeologica di Roca, Area marina protetta), è stato premiato per l’accessibilità delle spiagge per i diversamente abili. Le isole Tremiti, riserva marina compresa nel Parco nazionale del Gargano, sono ideali per fare escursioni, per la bicicletta, per vivere il mare e degustare i prodotti locali; inoltre è stato adottato il ‘plastic free’.

Resta a 4 vele il comprensorio della Costa del Parco Agrario degli ulivi secolari che comprende Polignano a Mare, Fasano, Monopoli, Ostuni e Carovigno, nelle province di Bari e Brindisi. Scende da 4 e 3 vele, invece, il comprensorio Litorale Tarantino Orientale composto da Manduria, Maruggio e Pulsano perché, secondo il report annuale, rispetto ad un turismo di qualità ed eco-sostenibile si è passati ad ”un turismo di massa impattante”, con politiche che prevedono ”una drastica riduzione delle spiagge libere in favore di occupazioni private”.

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