Polstrada di Lecce e Commissariato di Polizia a Nardò rischiano lo sfratto

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Sulla sede della Polizia Stradale di Lecce pendono uno sfratto esecutivo e, soprattutto, l’ultimatum del ministero dell’Interno che avrebbe prospettato la chiusura del presidio se una soluzione non sarà trovata entro un anno.

Nel Salento, sotto sfratto esecutivo c’é anche la sede del commissariato di Polizia di Nardò che, con i suoi 32mila abitanti, è il secondo comune più popoloso della provincia di Lecce, dopo il capoluogo. Negli uffici del commissariato, nel dicembre scorso, si è anche presentato l’ufficiale giudiziario per far sgomberare i locali, ma l’esecuzione dello sfratto è stata sospesa dopo l’intervento in extremis della prefettura che ha chiesto tempo alla proprietà dell’edificio per poter trovare una nuova sistemazione al presidio di polizia.

“Non è escluso che la prossima volta l’ufficiale si presenti con i Carabinieri per sfrattare la Polizia”, afferma con amara ironia il coordinatore provinciale della Uil Polizia, Salvatore Annesi. La situazione che più preoccupa le sigle sindacali, compreso il Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori polizia), è, però, quella che riguarda la sede della Polstrada, in via dei Palumbo, nel centro della città di Lecce. Anche in questo caso, il contratto, scaduto nel 2015, non è stato rinnovato perché il ministero ha ritenuto troppo alto il nuovo canone proposto dalla proprietà dell’immobile rispetto a quello attuale di circa 47mila euro all’anno.

Nell’udienza tenutasi davanti al Tribunale di Lecce lo scorso 26 maggio, l’Avvocatura di Stato, che difende il ministero, ha chiesto e ottenuto un anno di tempo per trovare una soluzione. Il segretario generale leccese del Siulp, Mirko Bray, rivolge una appello alla prefettura a stringere i tempi per scongiurare il “ripiegamento”. Questo è il termine usato dal Viminale nella lettera in cui prende atto delle difficoltà a reperire una nuova casa per la Polizia Stradale leccese senza sforare la provvista economica massima stabilita. Un termine che per gli addetti al lavori non può avere altro significato se non quello della chiusura del presidio, con i suoi 38 agenti, sei autovetture, due motociclette e tutta la strumentazione tecnica.

“Uomini, donne e mezzi che danno un contributo rilevante alla sicurezza stradale e prestano assistenza e soccorso agli automobilisti in difficoltà, svolgendo i loro compiti d’istituto in un Salento sempre più affollato di visitatori”, sottolineano le sigle sindacali di categoria. Sulle strade della penisola salentina, peraltro, i flussi delle auto e le infrazioni al Codice della strada subiscono un’impennata in coincidenza con una stagione turistica che negli anni e’ andata sempre più allungandosi.

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