Taranto, truffe ad anziani con telefonata di falso direttore delle poste. Arrestate due persone

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Avrebbero truffato, con il consueto stratagemma della chiamata telefonica di un falso direttore dell’ufficio postale, un’anziana vedova residente nella borgata di Talsano di Taranto, già vittima di un raggiro analogo ai primi di giugno.

Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo jonico, i poliziotti della Squadra Mobile e della Squadra Volante hanno arrestato due giovani di origini napoletane perché ritenuti presunti responsabili di truffa aggravata in concorso, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Dalle indagini sono emerse prove che hanno consentito la convalida dell’arresto da parte dell’Autorità Giudiziaria, fornendo indizi ulteriori per far luce su altri episodi di truffa nei quali sono rimaste vittime persone anziane. Peraltro, prosegue l’attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica su un fenomeno diffuso a Taranto e per il quale già qualche mese fa la Questura aveva predisposto e divulgato un video nel quale erano contenuti consigli utili per gli anziani ed i loro familiari.

Nei giorni scorsi, un equipaggio della Squadra Mobile ha notato circolare per le vie di Talsano una Fiat 500, con a bordo due persone. Da un controllo in Banca Dati, l’auto, intestata ad una società di Torino ed utilizzata in passato per perpetrare diverse truffe, è risultato essere stata sottoposta ad un controllo a Napoli, con alla guida un giovane con precedenti per reati di rapina e truffa. Insospettiti dalla presenza della vettura, i poliziotti avevano visto che il passeggero sceso dalla macchina, con indosso un giubbotto a maniche lunghe nonostante il caldo torrido, era entrato frettolosamente all’interno di uno stabile, uscendone poco dopo.

Al momento del controllo per strada, il giovane si è scagliato con violenza contro i poliziotti che hanno faticato non poco a calmarlo: il 22enne nascondeva all’interno di una tasca del giubbotto la somma di 3.950 euro raccolte in un unico rotolo e 50 euro in una tasca delle bermuda oltre a due telefoni cellulari, uno dei quali lanciato sotto un’auto. Nel frattempo la Fiat 500 è stata intercettata da un altro equipaggio della Squadra Mobile, ne è derivato un inseguimento per le vie cittadine prima di terminare la sua corsa contro il marciapiede nei pressi di via Magnaghi, dileguandosi nella zona boschiva che circonda la strada. Nel frattempo i poliziotti che avevano fermato il 22enne in zona Talsano, sono riusciti ad individuare l’abitazione da cui era uscito: quella di un’anziana vedova che viveva da sola in casa.

La donna, già vittima di un’analoga truffa lo scorso 3 giugno e il cui unico sostegno è quello della pensione, ha raccontato ai poliziotti di aver ricevuto, poco prima, la visita da parte un giovane che non conosceva e di avergli consegnato la somma di circa 5mila euro in contanti per conto di un suo nipote. In mattinata la signora aveva ricevuto una telefonata al numero fisso di casa da parte di un uomo che, spacciandosi per il direttore dell’Ufficio Postale di Talsano, la invitava a consegnare 5mila euro in contanti ad un corriere che a breve si sarebbe presentato alla porta per consegnarle un pacco contenente un computer acquistato dal nipote.

Proprio nel corso di una telefonata con un altro interlocutore che si spacciava per il nipote, il 22enne si è presentato alla porta, asserendo di essere il corriere e di dover ricevere la somma di 5mila euro altrimenti il nipote e sua madre sarebbero stati arrestati. Mentre la donna, impaurita, recuperava e consegnava la somma di denaro, il finto nipote, che era rimasto sempre in linea, le suggeriva di pagare con oggetti in oro o preziosi fino alla copertura del debito. La donna, però, ha spiegato di non avere altro, nemmeno gioielli, perciò il ‘corriere’ ha intascato i soldi ricevuti e l’ha salutata educatamente andando via ma senza lasciare alcun pacco.

Gli agenti della Mobile che avevano condotto il giovane in Questura per gli accertamenti di rito, hanno notato che il cellulare in suo possesso riceveva continue telefonate da un’utenza fissa che è risultata associata ad una cabina telefonica situata sul Lungomare tarantino. I Falchi, intuendo che l’autore delle telefonate fosse il conducente dell’autovettura, si sono recati nelle immediate vicinanze della cabina pubblica individuata ed hanno riconosciuto tra la folla un uomo che corrispondeva alla descrizione fornita via radio.

I due sono stati arrestati perché ritenuti presunti responsabili dei reati di truffa aggravata in concorso tra loro e resistenza a pubblico ufficiale e colui che aveva colpito gli agenti anche per il presunto reato di lesioni personali e successivamente condotti nel carcere di Taranto. Gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria con contestuale applicazione della custodia cautelare in carcere anche in relazione ad altre due truffe perpetrate ai danni di persone anziane.

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