Parco eolico nel Salento, sondaggio: nessun danno al turismo dagli impianti

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Sul parco eolico galleggiante previsto al largo della costa adriatica del Salento, da Otranto a Castro, da Tricase a Leuca, le società Odra Energia e Kailia Energia, che fanno capo a Falck Renewables e BlueFloatEnergy, hanno commissionato uno studio alla società Swg per valutare quali eventuali impatti provoca sul turismo e sui turisti l’installazione delle pale eoliche in un tratto di costa pugliese ad alta vocazione turistica. I risultati sono stati presentati oggi da Swg e dalle società committenti.

Alla domanda se, con l’installazione di un impianto eolico marino galleggiante, andrebbe ugualmente in vacanza in Salento, la risposta é stata “sicuramente sì” per il 45 per cento, 32 per cento “credo di sì”, per un totale del 77 per cento, mentre “non saprei” ha raccolto il 17 e solo il 6 per cento “credo di no-sicuramente no”. Inoltre, il 73 per cento ha chiesto che “prima di essere installati, é giusto che questi impianti siano sottoposti a un rigoroso esame di impatto ambientale” mentre il 72 é dell’avviso che “sono una valida risposta al problema della produzione di energia elettrica green in Italia”. Il sondaggio di Swg ha riguardato un campione di 1.543 turisti italiani e 403 stranieri di Francia, Germania e Regno Unito attraverso quasi 2mila questionari online ed é stato condotto dal 23 giugno all’1 luglio scorso. Sebbene le Kailia Energia, committente del sondaggio, sia impegnata per un parco eolico al largo di Brindisi e non nel Salento, appannaggio dell’altra società, Odra, entrambe hanno tuttavia studiare l’impatto del parco nel Salento perché in quest’area si stanno incontrando i problemi maggiori nel rapporto col territorio.

Che é quello, peraltro, dove é stato realizzato -con non poche difficoltà e resistenze locali, motivate con ragioni di danno ambientale- il gasdotto Tap che attraversa l’Adriatico, approda a Melendugno, nel Salento, ed é in funzione da mesi. Il sondaggio Swg ha posto anche la domanda se “un impianto di questo tipo al largo della mia spiaggia preferita mi farebbe scegliere un’altra destinazione per le mie vacanze”: risposta affermativa dal il 24 per cento. Mentre il 27 per cento sostiene che “questi impianti rovinano la skyline del mare rendendo meno piacevole l’esperienza della spiaggia”. Nel complesso, però, il 73 per cento non pone problemi ma chiede solo che “prima di essere installati e’ giusto che questi impianti siano sottoposti a un rigoroso esame di impatto ambientale”.

Agli interpellati é stata poi posta una domanda prima e dopo la visione del rendering del parco eolico. Il 42 per cento ha espresso “poca preoccupazione” sull’impatto per il turismo della zona prima di vedere le immagini delle pale eoliche, percentuale che sale al 46 dopo aver visionato le immagini. Anche l’impatto visivo sul paesaggio naturale passa dal 42 (pre) al 47 (post), mentre quello sulla pesca passa da 36 (pre) a 38 (post). Piuttosto, é elevata negli interpellati la possibilità che il tutto resti incompiuto. Qui la “elevata preoccupazione” resta maggioritaria nei due scenari, attestandosi rispettivamente al 45 per cento (pre rendering) e al 48 (post). Infine, il 57 per cento ha chiesto un piano di costante monitoraggio ambientale degli impianti, il 50 di “coinvolgere la popolazione nelle attività di costruzione e manutenzione degli impianti dando lavoro al personale locale” e il 48 di “garantire ai residenti nella zona un prezzo calmierato dell’energia”.

Il parco del Salento comprenderà 90 turbine per una potenza massima installata di 1,3 GW. Già prima che istituzioni e realtà locali avanzassero le loro osservazioni, la società Odra ha rimodulato il progetto arretrando gli impianti e ponendoli rispetto alla costa del Salento ad una distanza minima di 12,8 chilometri: più 30% rispetto a quanto previsto inizialmente.

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