Elezioni comunali, impugnato al Tar il risultato del voto a Castellaneta

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A poco più di un mese dalle elezioni comunali, sono all’attenzione dei giudici amministrativi i risultati elettorali di Castellaneta (Taranto), dove al secondo turno é stato eletto sindaco Gianni Di Pippa che ha battuto Alfredo Cellamare. Sarà infatti il Tar di Lecce, nell’udienza del 9 novembre, a decidere le sorti amministrative della città oggi guidata da Di Pippa. È questa la conseguenza dell’iniziativa presa da Cellamare che ha contestato i risultati del primo turno.

Secondo i ricorrenti, infatti, in molte sezioni sarebbero state annullate numerose schede che si ritiene dovessero essere assegnate a lui. Se così fosse stato, “Cellamare sarebbe divenuto sindaco al primo turno” dice il legale dei ricorrenti, avvocato Luigi Quinto, ai giudici. “Al primo turno la coalizione che sosteneva Cellamare aveva ottenuto più voti e, grazie al premio elettorale, ha conquistato la maggioranza in Consiglio comunale. Si é così verificato quello che gli addetti ai lavori chiamano effetto anatra zoppa, una situazione, cioe’, che vede il sindaco appartenente a una coalizione e una maggioranza consiliare appartenente ad altra coalizione”, spiegano i ricorrenti.

Numerose le questioni sollevate da Quinto, tra le quali schede segnate con più croci sul candidato Cellamare e schede con voti per consiglieri collegati a Cellamare ma poi non assegnate a quel candidato sindaco. Le schede reclamate sono 148. Cellamare che, al primo turno, aveva sfiorato la elezione conseguendo 4.938 voti, verrebbe proclamato sindaco dal Tar salentino in caso di accoglimento anche parziale del ricorso, con l’effetto di assegnare il seggio in Consiglio comunale alla candidata Stefania Giannico, prima dei non eletti.

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