Supermonte di Leverano, parla l’azienda. “Salari pagati regolarmente”

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“L’azienda ha sempre avuto rispetto massimo dei diritti e delle necessità dei propri lavoratori; corrisponde regolarmente i salari e gli stipendi applicando il contratto collettivo nazionale di categoria al 100%; La condizione inerente il lavoro a singhiozzo non é imputabile alla volontà o alla cattiva gestione aziendale, quanto piuttosto alla contrazione del mercato dettata dalla gravissima situazione macroeconomica”. Lo afferma in una nota , tramite il suo avvocato, Alba Rita Metrangolo rappresentante legale dell’azienda di Leverano (Lecce) Supermonte, specializzata nella produzione di contenitori in acciaio inossidabile per lo stoccaggio e il trasporto di birra, olio e vino.

La nota arriva in risposta alle accuse rivolte ieri dalla Fiom Cgil, secondo cui l’azienda avrebbe richiamato per una nuova commessa i dipendenti in cassa integrazione senza pagarli. Il sindacato ha proclamato per oggi otto ore di sciopero. “Si é proceduto a versare ai lavoratori nel mese di giugno – prosegue la nota – quota parte del tfr fino al 2018; l’azienda ha un solo arretrato di 8 giorni lavorativi sui salari di giugno e in varie occasioni, presso la regione Puglia e presso Confindustria, ha illustrato il proprio piano industriale con dovizia di particolari a tutte le sigle sindacali confederate e ai rappresentanti aziendali dei lavoratori”.

“L’azienda -é detto ancora- ha provveduto a richiamare al lavoro i propri dipendenti in base ad esigenze organizzative e strutturali poiché ciò é nel diritto e nella necessità”. “Appare oltremodo evidente -é detto ancora- che le pur buone prospettive di ripresa post covid potrebbero essere pregiudicate dalle costanti e gratuite diffamazioni e dalle false informazioni che investono puntualmente la società”.

“L’accanimento con il quale i rappresentanti Fiom (unici contro le altre sigle confederate) si scagliano da anni contro l’azienda Supermonte -é detto infine- é privo di qualsiasi giustificazione logica e sociale. Non si comprende infatti quale possa essere la reale finalità nell’infamare e screditare la reputazione di un’azienda salentina storica (conosciuta e rispettata in tutto il mondo) con la diffusione di notizie false e tendenziose , se non quella di spingere la stessa verso il baratro del fallimento e della conseguente perdita definitiva di posti di lavoro”.

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