Banda di rapinatori di veicoli in strada, rubarono anche il furgone di una squadra di calcio per disabili a Trani. Arrestate 12 persone tra Andria e Cerignola

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Gli investigatori della Polizia Stradale di Bari hanno dato esecuzione a 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere e domiciliari nei confronti di altrettanti individui residenti nella provincia di BAT e Foggia. L’articolata attività investigativa, diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, ha determinato l’acquisizione di gravi indizi in ordine alla sussistenza di una associazione per delinquere radicata in territorio di Andria, dedita alla consumazione di furti e rapine in danno di autotrasportatori in sosta nelle aree di servizio ubicate lungo l’arteria autostradale di competenza della Procura di Trani, nonché di furto, ricettazione e riciclaggio di veicoli.

Le indagini, iniziate nel mese di febbraio 2021 e durate circa sei mesi, sono scaturite dal furto di merce trasportata su un veicolo commerciale in sosta notturna all’interno dell’Area di servizio “Dolmen Sud” sita al km 642 della A/14, in agro di Bisceglie, perpetrata con la c.d. tecnica del “taglio telo”, per poi continuare con un numero considerevole di reati contro il patrimonio anche fuori dai confini pugliesi. Le investigazioni, sviluppate avvalendosi di intercettazioni telefoniche nonché delle tradizionali tecniche di pedinamento ed osservazione, hanno consentito, oltre al recupero dei beni, la compiuta identificazione dei rei.

Soggetti, andriesi e cerignolani, tutti già noti alle forze dell’ordine per reati specifici e di indubbia pericolosità sociale, pronti ad usare violenze e minacce nei confronti delle povere vittime pur di raggiungere lo scopo, si rendevano responsabili del furto dell’autofurgone FIAT Ducato, perpetrato in data 11/05/2021 in località Trani, in uso alla rappresentativa azzurra paralimpica di Power Chair football (calcio in carrozzina elettrica), carico di tutta l’attrezzatura in uso agli atleti, evento quest’ultimo che, trovando grande disappunto nell’opinione pubblica, ebbe notevole impatto mediatico nazionale. L’associazione sgominata, caratterizzata da una precisa ripartizione tra i sodali di ruoli e compiti, si muoveva grazie ad una minuziosa conoscenza del territorio e una vasta disponibilità di veicoli, impiegando tra l’altro, durante le fasi culminanti dei delitti, apparati ricetrasmittenti nonché utenze telefoniche attivate a nome di soggetti inesistenti.

Al fine di trarre continuo profitto dalle attività illecite il gruppo si rendeva responsabile di diversi furti di veicoli, provvedendo direttamente alla sezionamento e cannibalizzazione sfruttando il legame consolidato con la malavita cerignolana bene disposta a riceve i beni di provenienza delittuosa.

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