La Regione Puglia chiede lo stato di calamità naturale per le grandinate di agosto e settembre. Coldiretti: “Per tropicalizzazione del clima 3 miliardi di danni in 10 anni”

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L’assessorato regionale all’Agricoltura della Puglia ha richiesto lo stato di calamità naturale per le grandinate che ad agosto e settembre scorsi hanno colpito le aree rurali di Foggia, Bari e Lecce con gravi danni alle produzioni agricole. A darne notizia è Coldiretti Puglia.

Al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali si chiede “di decretare la declaratoria della eccezionale avversità per grandinate nei territori dei comuni di Salice Salentino in provincia di Lecce, per le aree rurali di Lucera e Torremaggiore in provincia di Foggia, per Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Casamassima, Mola di Bari, Noicattaro, Rutigliano e Turi in provincia di Bari”.

La grandine ha danneggiato vigneti, oliveti, ortaggi e frutteti “con 8 frutti su 10 andati in fumo, dopo che la siccità -aggiunge Coldiretti Puglia- ha compromesso le piante in grave stress idrico, una bilancio desolante per una campagna agraria estiva da dimenticare”. Le precipitazioni violente provocano danni perché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua su un territorio -sottolinea Coldiretti Puglia- reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con 230 i comuni, ovvero l’89% del totale, a rischio idrogeologico secondo dati Ispra.

“Siamo di fronte -sottolinea la Coldiretti- a una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo”. Nelle zone interessate dal maltempo sono in corso le verifiche dei danni da parte della Coldiretti che segnala peraltro grande preoccupazione per la siccità che sta assediando la Puglia mettendo a rischio i raccolti, con la tropicalizzazione del clima -conclude Coldiretti Puglia- che ha provocato 3 miliardi di euro di danni in Puglia negli ultimi 10 anni.

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