Ex Ilva, Emiliano a Roma con i sindacati: “Management di Acciaierie d’Italia inadatto”. Referendum tra i lavoratori, il 98% vuole la ricapitalizzazione

“Siamo qui al fianco dei lavoratori e delle istituzioni del territorio della provincia di Taranto e della Puglia per sostenere una richiesta di chiarimento da parte del Governo e del Parlamento, perché abbiamo visto passare molti Premier, ma nessun Governo è riuscito a dare una soluzione né alla questione del lavoro, né della strategici dell’impianto, né alla questione che secondo me rimane la più importante della salute dei cittadini tarantini. Apprendiamo che il menagement di Acciaierie d’Italia pretende dal Governo quasi un miliardo per ripianare le perdite che ancora una volta sono stati sospesi i pagamenti alle aziende dell’indotto” Così Michele Emiliano governatore della Puglia di fronte alla Galleria Alberto Sordi a Roma, recandosi con una delegazione di Sindacalisti e di Sindaci della provincia di Taranto a Montecitorio per riferire riguardo alla situazione dell’ex Ilva di Taranto.

“Management Acciaierie Italia inadatto”

“C’è una rivolta nei confronti del management di Acciaierie d’Italia, considerato dall’intero panorama istituzionale e sindacale come inadatto alla gestione della fabbrica: non si riesce a far tornare al lavoro tutti coloro che sono in cassa integrazione, non si riesce a far quadrare i bilanci dell’azienda, c’è continuamente bisogno che lo Stato metta dentro soldi e sono soldi pesantissimi in questo momento”. Lo ha affermato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, oggi a Roma, durante la manifestazione contro la gestione dell’ex Ilva organizzata dai sindacati davanti al Parlamento.

“Mi auguro -ha concluso Emiliano- che questa manifestazione culmini con un’audizione alla commissione Ambiente e che sia consentito a tutti coloro che ordinatamente e pacificamente stanno manifestando qui a Roma di esporre il proprio punto di vista. Con la speranza che si avvii una dialettica tra Parlamento, Governo e istituzioni locali per giungere ad una soluzione”.

Ex Ilva, referendum: 98% dei lavoratori è per ricapitalizzazione

Durante l’iniziativa a Montecitorio sull’ex Ilva di sindacati ed enti locali e l’incontro con la Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, i segretari territoriali di Taranto di Fiom, Uilm e Usb Francesco Brigati, Davide Sperti e Francesco Rizzo hanno presentato anche i risultati del quesito referendario sottoposto ai lavoratori nel corso delle assemblee in cui si è discusso dell’ultimo decreto salva-Ilva approvato dal Consiglio dei ministri.

Ai lavoratori dello stabilimento siderurgico si chiedeva se fossero “favorevoli ad un intervento diretto dello Stato attraverso una ricapitalizzazione immediata dell’attuale gestione di Acciaierie d’Italia, al fine di garantire risorse pubbliche per un rilancio della produzione ed un inequivocabile processo di transizione ecologia e di prospettiva industriale”. Sono state 6111 le schede valide su 6326 votanti. In 6041 si sono espressi per il Sì (il 98, 85%), mentre sono stati 70 i No (1.15%), 92 le schede nulle e 123 quelle bianche.

“Il dato emerso dal referendum -osservano le organizzazioni sindacali- ci consegna una chiara volontà da parte dei lavoratori di voler cambiare pagina e porre fine ad una gestione che, evidentemente, ha dimostrato di non aver nessun interesse a garantire un serio rilancio dello stabilimento siderurgico. Per tali ragioni riteniamo necessario aprire una fase di ascolto e confronto con il Governo ed il Parlamento, in fase di conversione del Decreto Legge, affinché si possano determinare delle scelte strategiche per definire politiche industriali e ambientali in grado di rilanciare non solo Taranto, ma l’intero tessuto produttivo e manifatturiero del nostro Paese”. 

(Foto: frame video agenzia Vista)

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