Abusi su pazienti al Don Uva di Foggia, il pm: “Scenario agghiacciante”. In carcere 7 dei 30 indagati. Universo Salute: “Massima collaborazione nelle indagini”

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Avrebbero chiuso le pazienti a chiave nelle stanze, le avrebbero legate ai letti o alle sedie con le lenzuola. Le avrebbero umiliate, picchiate, minacciate e offese approfittando della loro età avanzata e della loro disabilità. I maltrattamenti erano quotidiani: i 25 pazienti vittime di violenze venivano afferrati per i capelli e per il corpo, colpiti al volto con schiaffi e pugni e trascinati per i corridoi. Le condotte delle 30 persone colpite dai provvedimenti cautelari non finivano qui: ci sono anche gli abusi sessuali compiuti da un operatore su una donna e quelle dell’Oss che ha indotto un paziente a violentare una donna.

È uno scenario “agghiacciante” – come lo descrive il gip Marialuisa Bencivenga nelle 314 pagine del provvedimento cautelare – quello che emerge dagli atti dell’indagine al termine della quale la magistratura foggiana ha emesso 30 provvedimenti cautelari a carico di operatori sanitari (infermieri e Oss), educatori professionali e ausiliari dell’ex istituto ortofrenico di pertinenza della struttura riabilitativa ‘Opera don Uva’ di Foggia.

Dei 30 indagati sette sono finiti in carcere, otto ai domiciliari e 15 sono stati colpiti da divieto di dimora presso la struttura e di avvicinamento alle persone offese. Agli indagati sono contestati a vario titolo due espisodi di violenza sessuale, 19 episodi di maltrattamenti, 13 sequestri di persona e uno di favoreggiamento personale. Quest’ultimo reato fa riferimento al tentativo di alcuni indagati di cercare microspie e telecamere installate nella clinica dai carabinieri per accertare le violenze.

Quasi tutti i reati sono aggravati anche dall’essere stati compiuti ai danni di soggetti gravemente disabili, dall’aver agito con crudeltà e approfittando dello stato di minorata difesa delle vittime.

Universo Salute: “Indagati sono stati sospesi”

“Abbiamo provveduto alla sospensione di tutte le persone coinvolte e procederemo ai licenziamenti laddove ce ne saranno gli estremi”. Lo annuncia l’amministratore delegato di Universo Salute Luca Vigilante parlando dell’operazione “New life” condotta dai carabinieri, che conta 30 indagati di cui 15 arrestati. Si tratta di infermieri, operatori socio sanitario, educatori professionali e ausiliari accusati, a vario titolo, di maltrattamenti aggravati, sequestro di persona, violenza sessuale e favoreggiamento personale.

“Siamo in attesa dei dettagli del lavoro svolto dalla magistratura in collaborazione con la nostra amministrazione che sin dal primo giorno -spiega- ha lavorato per la tutela dei pazienti, soprattutto di quelli più fragili sul piano mentale, chiedendo a tutte le organizzazioni sindacali e a tutti i lavoratori l’autorizzazione all’installazione di telecamere anche nelle camere. Questo alla luce della delicatezza del tipo di lavoro. L’autorizzazione ci venne concessa solo in alcune zone, per giunta note a tutti i lavoratori”.

“Intanto l’amministrazione aveva già operato dei licenziamenti per atti non conformi alla dignità e alle regole della comunità. Per cui -conclude l’Ad- noi continueremo ad essere cooperativi e collaborativi”.

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