Antimafia Puglia, ecco la nuova geografia criminale. Affari dei clan dalle estorsioni al caporalato

163

Sacra Corona Unita, compagini baresi e mafie foggiane. Questo il quadro attuale della “geografia criminale pugliese” articolata in “tre macro-configurazioni criminali” e analizzata nella relazione sulla ‘Diffusione delle varie forme di criminalità organizzata nella Regione Puglia’, approvata dalla Commissione parlamentare Antimafia sul finire della scorsa legislatura e ora resa pubblica.

La Sacra Corona Unita è “organizzazione più tradizionale fondata negli anni Ottanta e attiva nella parte meridionale della regione, in particolare tra le province di Brindisi, Lecce e Taranto” mentre le “compagini baresi” sono un “insieme non strutturato di clan (alleati e/o in conflitto) operativi nel capoluogo e nell’area metropolitana di Bari, con diramazioni e relazioni con i gruppi delinquenziali della provincia di Barletta-Andria-Trani (Bat).

Infine le “mafie foggiane, a loro volta articolate in clan non necessariamente in relazione tra loro e attivi su contesti territoriali differenti: la mafia del Gargano; la Società foggiana, intesa come cartello di famiglie operanti nella città di Foggia; la mafia del Tavoliere a San Severo, Cerignola e comuni limitrofi”.

Nella relazione, che traccia un’analisi delle mafie pugliesi, si sottolinea che sono “prevalentemente dedite” alle pratiche “estorsive e il traffico internazionale di stupefacenti, soprattutto sull’asse italo-albanese”. Per quanto riguarda le estorsioni, si registra “una costante operatività della quasi totalità dei gruppi mafiosi, spesso manifestata con il ricorso a strategie intimidatorie ai danni di attività imprenditoriali e commerciali”.

“Frequente, nel complesso, l’utilizzo della violenza, anche a danno di dipendenti e/o funzionari delle pubbliche amministrazioni e agenti delle forze dell’ordine – si sottolinea nella relazione – Meno spiccata rispetto alle altre mafie è invece la dimensione del controllo territoriale (ad eccezione della provincia di Foggia), sicuramente ridimensionata rispetto alla gestione degli affari”.

Tra i traffici illeciti le attività di contrabbando, il riciclaggio di proventi nell’economia legale, attraverso il comparto del gaming, il turismo e il settore rifiuti. Le organizzazioni criminali sono attive anche “nel campo dell’usura e del caporalato, mostrando una forte capacità di collaborazione con mafie straniere in affari relativi al traffico di armi e droga, al fenomeno dell’immigrazione clandestina e al settore agroalimentare”.

“Crescente -si osserva nella relazione- è la penetrazione delle mafie pugliesi nella pubblica amministrazione e nei circuiti economico-legali”. Il caporalato, osserva la Commissione, è un “fenomeno persistente, parzialmente riconducibile ad associazioni a delinquere tradizionali pugliesi”. 

Promo