Crac Fusillo e Banca Popolare di Bari, udienza rinviata al 9 maggio

Si è conclusa con un accordo per l’acquisizione delle consulenze informatiche l’udienza di questa mattina nell’ambito del processo nei confronti di 14 imputati, fra imprenditori ed ex vertici della Banca popolare di Bari, per i reati di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio relativi al crac delle società Fimco e Maiora del gruppo imprenditoriale Fusillo di Noci.

A causa dell’impedimento professionale di alcuni difensori i giudici del Tribunale di Bari hanno deciso di rinviare al prossimo 9 maggio, con sospensione dei termini di prescrizione, il controesame dei consulenti dell’accusa, Danza e Cassano. Oltre ai quattro imprenditori Emanuele, Giacomo, Giovanni e Vito Fusillo, e a Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio rispettivamente ex presidente ed ex condirettore generale della Banca Popolare di Bari, sono imputati l’ex amministratore delegato dell’istituto di credito barese, Giorgio Papa, gli ex dirigenti della Popolare di Bari Nicola Loperfido e Benedetto Maggi e gli imprenditori Massimiliano Curci, Vincenzo Elio Giacovelli, Nicola Valerio Lamanna, Salvatore Leggiero e Girolamo Stabile.

Stando alle indagini della Guardia di finanza, coordinate dalla Procura di Bari, l’istituto di credito barese sarebbe stato complice del fallimento delle società del gruppo Fusillo, gestendo buona parte delle operazioni finanziarie che in un decennio hanno portato al fallimento.

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