Ex Ilva, abolizione dello scudo penale e finanziamento vincolato al dissequestro degli impianti. Bocciati dal Governo gli emendamenti del Movimento 5 Stelle

“In sede di conversione del Dl Milleproroghe il Movimento 5 Stelle ha presentato un impianto emendativo al fine di consentire allo stabilimento ex Ilva e alla siderurgia italiana, di poter guardare a un futuro produttivo green e sostenibile, capace di intercettare le immense opportunità offerte dall’Europa in tema di transizione ecologica e di riconversione economica, sociale e culturale anche per il territorio di Taranto. Con i nostri emendamenti abbiamo, innanzitutto, chiesto al Governo di abolire lo scudo penale, ripristinare il vincolo del finanziamento pubblico al dissequestro degli impianti, definire un accordo di programma che preveda la realizzazione di impianti ecosostenibili, l’introduzione della valutazione integrata dell’impatto ambientale e sanitario (Viias), la riduzione dei limiti degli inquinanti di cui al D.lgs 155/2010, nonché forme di tutela per i lavoratori, per le imprese dell’indotto e per l’intero territorio. Purtroppo il governo Meloni e le forze di maggioranza presenti in Parlamento, non accogliendo tali richieste, hanno dimostrato di andare indietro nel tempo, disattendendo quanto stabilito dalle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo e della Corte di Assise del Tribunale di Taranto”. Lo afferma in un comunicato stampa il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle.

“Inoltre, questo approccio -aggiunge Turco- va contro le raccomandazioni dell’Onu, dell’Oms e le aspettative dell’intero territorio. La decisione del governo rischia così di rompere il patto di coesione sociale che con tanta fatica si era costruito in questi lunghi anni, scegliendo di tornare indietro su un sentiero morto, dove si riaccenderà l’annosa questione del conflitto tra salute e lavoro. Prosegue, così, il dramma del ricatto occupazionale, che lascia senza tutele cinquemila lavoratori rischiando, peraltro, di buttar via ulteriori due miliardi di euro, che si aggiungono agli altri già persi e ai milioni impiegati per la cassa integrazione di tutti questi anni e di quelli che verranno”.

“Il Governo Meloni e la sua maggioranza .conclude il parlamentare dei 5 Stelle- dimostrano di non conoscere la realtà dei fatti e l’evidenza storica. Il Movimento 5 Stelle continuerà a sostenere le istanze di cambiamento del territorio e a battersi nelle sedi opportune perché Taranto possa realizzare finalmente il percorso di riconversione economica, sociale e culturale avviato dal Governo Conte II, e già realizzato in altre parti d’Italia”.

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