“Chiudere il carcere di Lucera per inagibilità igienico-sanitaria”, la denuncia dell’associazione Salute Pubblica

“Le condizioni attuali del carcere di Lucera esigono una dichiarazione di inagibilità igienico-sanitaria ed edilizia e un provvedimento di chiusura immediata”. Così i rappresentanti dell’associazione Salute Pubblica, Maurizio Portaluri, medico di Brindisi; Vito Totire, medico di Bologna; Michele Lospalluto, infermiere di Altamura (Bari); Riccardo Ierna, psicologo di Latiano (Brindisi) e Gino Stasi, educatore di Mesagne (Brindisi), con riferimento al penitenziario della provincia di Foggia.

“Le carenze socio sanitarie sono intollerabili in una società civile: precarietà delle condizioni igieniche, sovraffollamento (150 persone recluse), carenze socio-assistenziali (soli tre educatori”, sottolineano dopo aver ascoltato l’intervista che in detenuto ha rilasciato a Radio Carcere.”Quali invece le prospettive future per Lucera : ristrutturare? Riconvertire ad altre destinazioni d’uso, previa bonifica?”, chiedono.

“La questione è aperta, quello che non è tollerabile è la eventuale procrastinazione dello status quo. In mancanza di segnali istituzionali, dobbiamo chiedere alle persone recluse di ponderare la proposta di inviare una segnalazione alla Corte europea dei diritti dell’uomo al fine di propiziare il superamento delle attuali disumane condizioni”, hanno sapere.

“Facciamo appello a tutte le persone di buona volontà a respingere ogni tendenza alla rimozione ed all’assuefazione alle ingiustizie. Superare le condizioni attuali del carcere non è soltanto una questione umanitaria che riguarda le persone recluse, ma è nell’interesse della comunità perché una gestione degli istituti coerente con la Costituzione è la migliore premessa per la prevenzione della recidiva e per l’incremento di livelli adeguati di coesione sociale, a vantaggio di tutti”, concludono. 

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