Musica, Ron a Trani per ricevere l’albero genealogico che ricostruisce le sue origini

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Il ‘Sono un figlio live tour’ concluderà la sessione teatrale in Puglia, venerdì al Radar di Monopoli dove, il giorno dopo, Ron riceverà ufficialmente dal sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, l’albero genealogico che ricostruisce puntualmente le origini della sua famiglia. La cerimonia avrà luogo domenica al Palazzo Beltrani di Trani.

L’albero genealogico di Rosalino Cellamare, in arte Ron, è il risultato della ricerca storica avviata dalla Città di Trani dopo che l’artista aveva espresso il desiderio di ritrovare le proprie radici pugliesi, completata nelle scorse settimane e che abbraccia tre secoli. Oltre a cesellare la storia della famiglia Cellamare, gli uffici comunali hanno anche avviato contatti con alcuni discendenti ancora in vita e residenti nella cittadina da cui il nonno paterno di Ron, Domenico, emigrò verso il nord dell’Italia in cerca di lavoro.

Ron è particolarmente legato alla Puglia. “La mia famiglia arriva da un mondo che non conosco ma che c’è stato e che sarà stato sicuramente meraviglioso com’è il cuore della Puglia, che mi emoziona ogni volta che ci vado”, ha detto l’artista, e proprio questo suo sguardo rivolto verso il passato è quello che si respira nell’ultimo album autobiografico 2Sono un figlio”, molto intimo, dedicato al padre Savino.

Nel nuovo disco Ron rivela con delicatezza i racconti che aveva ascoltato dai suoi genitori quando era ragazzo, i dettagli di una vita dura ma piena di sogni da realizzare, il suo ricordo di una storia vissuta per arrivare al concetto di amore. E, per la prima volta, racconta della storia d’amore dei suoi genitori, nata durante la seconda guerra mondiale, quando papà Savino aveva conosciuto Mamma Maria rifugiandosi a casa sua.

Lei gli aveva salvato la vita, e lui se ne era innamorato. Anche il nuovo singolo estratto dall’album parla di un padre e un figlio, di due generazioni distanti ma con la voglia di stare insieme e di imparare l’uno dall’altro: ‘Questo vento’, cantata con il giovane Leo Gassmann che Ron ha voluto per l’unico duetto del disco.

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