Rifiuti al porto di Taranto smaltiti illegalmente, indagate 8 persone. Coinvolte tre società

La Capitaneria di porto di Taranto e la Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Lecce hanno effettuato oggi un’operazione che ha smantellato un’ articolata catena ecocriminale dedita all’illecito smaltimento di rifiuti pericolosi nel Tarantino.

Nel mirino sono finiti i lavori di rettifica, allargamento e adeguamento strutturale della banchina di levante del molo San Cataldo e quelli di consolidamento della calata del porto di Taranto. È emersa delle indagini “un’articolata organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti composta da tre società, che con più operazioni continuative e attraverso l’allestimento di più mezzi, avrebbero posto in essere una strutturata ed abusiva gestione nelle fasi di produzione, trasporto e smaltimento, di ingenti quantità di rifiuti pari a 16.264 tonnellate di terre e rocce da scavo”.

Materiali, si evidenzia, “privi delle analisi di caratterizzazione, parti dei quali costituiti da fanghi di dragaggio, illecitamente qualificati terre e rocce da scavo, nonché materiali misti di demolizione”. Tutto é stato portato ad un impianto esclusivamente autorizzato al recupero in procedura semplificata e smaltito mediante tombamento. Di conseguenza, il sito di stoccaggio per il recupero é diventato un sito di smaltimento e, quindi, in una discarica abusiva di oltre 40.000 metri quadrati.

re le società coinvolte, 8, invece, i soggetti indagati a vario titolo. Nei loro confronti -come disposto dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta del pm della Dda, Milto Stefano De Nozza- é scattato un sequestro preventivo finalizzato alla confisca obbligatoria del profitto in relazione al reato di attività organizzata per traffico illecito di rifiuti. Il sequestro riguarda un ammontare complessivo di oltre 1,2 milioni euro.

Nell’operazione, sequestrate 5 motrici e relativi rimorchi di proprietà della società incaricata del trasporto dei rifiuti dal sito di produzione al luogo di illecito smaltimento ed una cava dismessa destinata a discarica abusiva, che si estende per una superficie complessiva di circa 4 ettari con capacità di raccolta di 300.000 metri cubi. Qui risultano illecitamente tombati in un lungo arco temporale migliaia di tonnellate di rifiuti indiscriminati.

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