Albini a Mottola, subentra Ekasa. Il sindacato Uil: “Rischio 92 licenziamenti”. Lunedì assemblea

Nello stabilimento ex Tessitura (azienda che fa capo al gruppo Albini) di Mottola, in provincia di Taranto, da gennaio 2024 subentrerà Ekasa group (ex De Carlo) che produce infissi in legno, ma il rischio per 92 lavoratori “è quello di arrivare a scadenza della cassa integrazione straordinaria a fine 2023 facendo scattare a inizio 2024 la Naspi, ovvero la disoccupazione”. È quanto paventano Uil e Uiltec dopo un incontro che si è svolto ieri, nella sede della Regione Puglia, con la società Ekasa che si è impegnata a portare avanti il percorso di reindustralizzazione.

“A prendere parte alla delicata discussione -spiega l’organizzazione sindacale- anche la Task force regionale per l’occupazione presieduta da Leo Caroli con le parti sociali. Oggi abbiamo appreso che c’è una sorta di preliminare di vendita del sito della Tessitura di Mottola tra il Gruppo Albini ed Ekasa. Nello stesso, però, non si fa riferimento ai 92 lavoratori attualmente in cigs, e questo ci mette in allarme”.

I rappresentanti di Uil e Uiltec aggiungono che “queste 92 figure (66 uomini e 26 donne), entrando in Naspi, ovvero in disoccupazione, rischiano dal 1° gennaio 2024 di uscire definitivamente fuori dai radar del nuovo proprietario. Questo non è accettabile. Noi chiediamo che i 92 lavoratori vengano subito assorbiti dalla Ekasa con tutto il complesso produttivo oggetto della vendita. In questo modo si potrà garantire dall’1 gennaio 2024, e per tutti i 12 mesi, una nuova cassa integrazione consentendo anche al nuovo acquirente di stilare un piano industriale”.

Intanto la Uiltec ha indetto per lunedì 23 ottobre un’assemblea con tutti i lavoratori nel sito produttivo ex Tessitura di Mottola.

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