Ex Ilva, Bonelli (Avs): “Record dei livelli di benzene a Taranto, presentata interrogazione urgente”

“Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare per sollecitare l’attenzione del governo e delle autorità competenti su una situazione ambientale e sociale insostenibile, quella di Taranto, una città dimenticata dove la legge e la Costituzione non sono applicate e la salute non è tutelata, come dimostra l’aumento preoccupante delle emissioni di PM10 e benzene, passate da una media annuale del 2022 di 3,3 microgrammi per metro cubo di aria ad una di 4, secondo i rilievi effettuati dall’ARPA Puglia”.

Così, in una nota, il co-portavoce nazionale di Europa verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, che spiega: “I dati recenti mostrano un incremento significativo di questi inquinanti, nonostante le riduzioni della produzione presso gli impianti ex-ILVA e gli interventi di manutenzione effettuati. Il 3 maggio scorso, in Commissione Ambiente, il Sottosegretario Barbaro, rispondendo a una mia interrogazione, aveva sottolineato come i Commissari avessero chiesto ad Adi una circostanziata valutazione in merito all’aumento dei valori di concentrazione di benzene. A distanza di ben 7 mesi, ci chiediamo se questa relazione sia stata acquisita e riteniamo indispensabile che gli esiti vengano resi noti: è essenziale capire perché le emissioni siano aumentate e quali misure si intendano adottare per limitarle”.

“Un altro aspetto da approfondire -prosegue- riguarda la richiesta di una nuova AIA, per ora bloccata. Di fronte ai rilievi di Arpa Puglia, il Ministro deve chiarire davanti alla popolazione se intende consentire l’incremento della produzione di carbon coke, altamente inquinante, e l’utilizzo di plastica per alimentare gli altiforni. Infine -conclude Bonelli-, c’è la questione dei lavoratori dell’indotto, che non hanno ricevuto gli stipendi e la tredicesima: mentre si consente a chi ha inquinato di continuare a farlo, lucrando sulle spalle dei tarantini e delle tarantine, è inaccettabile che tante famiglie vengano lasciate sul lastrico, in particolar modo in questo periodo, caratterizzato dall’aumento dei tassi di inflazione e, di conseguenza, dei beni di ogni tipo, dall’alimentare alle bollette”.

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