Al porto di Taranto 330 lavoratori senza copertura salariale dopo marzo. Si pensa a un nuovo strumento di sostegno

Trecentotrenta lavoratori ex TCT-Evergreen del porto di Taranto, attualmente in carico all’Agenzia del lavoro portuale, saranno senza più copertura a fine marzo. Giunge infatti al termine la stessa Agenzia che sinora ha erogato loro l’indennità di mancato avviamento, la cassa integrazione dei portuali. Sono stati infatti respinti gli emendamenti al decreto Milleproroghe -attualmente in fase di conversione- presentati dalla maggioranza e dall’opposizione. Emendamenti finalizzati a prorogare per questi lavoratori la copertura dell’Agenzia del lavoro portuale, attualmente assicurata solo sino a marzo 2024 con un fondo di 2,2 milioni.

Pare che il ministero dei Trasporti voglia introdurre un nuovo strumento più che prorogare. I sindacati dei trasporti hanno intanto scritto al ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Matteo Salvini, al vice ministro Edoardo Rixi, nonché all’Autorità portuale e ai parlamentari chiedendo un incontro “fine di analizzare congiuntamente tutte le eventuali misure di tutela alternative per la platea dei lavoratori in questione le cui misure di sostegno ad oggi scadono il 31 marzo 2024”.

I 330 sono stati dipendenti sino ad alcuni anni fa della società Taranto Container Terminal, che faceva capo alla compagnia Evergreen e aveva in concessione il molo polisettoriale per la movimentazione dei container. Poi Evergreen ha lasciato il porto di Taranto nel 2015 e per i lavoratori, che allora erano più di 500, si é aperto un lungo periodo di inattività. In seguito, circa un centinaio sono stati assorbiti dal nuovo concessionario terminalista, il gruppo turco Yilport che ha preso possesso della struttura a metà 2020, mentre tutti quelli non ricollocati, sono rimasti in carico all’Agenzia del lavoro che negli anni precedente é stata istituita con una legge (struttura analoga c’é anche nel porto di Gioia Tauro). Nei mesi scorsi, col dl Anticipi, i parlamentari hanno provato a estendere per altri due anni, 2024 e 2025, la vita dell’Agenzia, così come chiesto dai sindacati, con una dotazione di 8,8 milioni per anno, ma i tentativi sono stati vani. Col Milleproroghe, l’estensione era stata inizialmente prevista per cinque mesi, ma poi, col testo andato in Gazzetta Ufficiale, ridotta a tre e ora é confermata la scadenza di fine marzo. 

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