Esportazioni di acciaio, -81% a Taranto in 15 anni

Nel polo dell’acciaio di Taranto, legato ad Acciaierie d’Italia, il calo delle esportazioni in valore è stato di oltre l’81% tra il 2008 e il 2023. Lo afferma il Centro Studi di Siderweb riportando dati Istat.

“Nel 2023 rispetto al 2008 -commenta Gianfranco Tosini di Siderweb- le esportazioni della provincia di Taranto, dove si trova Acciaierie d’Italia, sono diminuite dell’81,3%, relegandola all’ultimo posto nella classifica dei primi 20 poli siderurgici italiani”.

“Quelle della provincia di Torino, dove c’era lo stabilimento Thyssenkrupp, ora chiuso -prosegue- sono diminuite del 39,1%, facendole perdere 8 posizioni su 20 poli mentre in provincia di Livorno, dove opera Jsw Steel Italy, si sono ridotte del 60,6%, con l’uscita dalla classifica”.

Secondo i dati del Centro Studi di Siderweb le esportazioni italiane di acciaio sono scese del 16,9% a 23,2 miliardi di euro nel 2023, contro i 28 miliardi dell’anno prima. In termini di volumi si è mantenuta una “sostanziale stabilità”, con spedizioni per 16,2 milioni di tonnellate, dopo il calo tendenziale del 6% registrato nel 2022.

La variazione negativa registrata nell’ultimo anno è dunque “dovuta in toto”, spiega Gianfranco Tosini di Siderweb, alla diminuzione dei prezzi e avviene dopo 2 anni consecutivi di crescita seguiti al crollo del 2020. Le esportazioni erano scese in termini di valore del 20% nel 2020, per poi salire del 51,7% nel 2021 e del 23,8% nel 2022, tornando a scendere nel 2023. Un calo che è stato “leggermente più marcato se si guarda solo ai primi 20 poli siderurgici italiani”. In questo caso infatti il dato sulle vendite all’estero è diminuito del 17,6%, fermandosi a 19,4 miliardi di euro.

Al primo posto tra gli esportatori italiani di acciaio si conferma la provincia di Brescia, seguita da quelle di Udine e Mantova. Variazioni negative più alte della media si sono state registrate nei poli di Terni (-39,2%), Genova (-35,3%), Aosta (-29,3%) e Brescia (-26,1%). L’unico a crescere è stato quello di Bergamo (+16,2%), specializzato nella produzione di tubi senza saldatura.

“Questi dati -indica Tosini- confermano il consolidamento della geografia dei poli produttivi dell’acciaio italiani che si è venuta a creare dopo la grande crisi del 2008. Tale processo traspare, oltre che dall’andamento della produzione, anche da quello delle esportazioni, che hanno registrato una riduzione molto più marcata nelle province dove sono o, meglio, erano presenti le aziende siderurgiche di maggiori dimensioni”.

Proprio a Taranto le esportazioni di prodotti siderurgici valevano quasi 1,5 miliardi di euro nel 2008 e sono scese a 280 milioni nel 2023. Rispetto all’anno prima, quando le esportazioni valevano 350 milioni di euro, il calo è stato del 20,5%. 

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