Portuali di Taranto, per 330 lavoratori termina oggi il periodo di Ima (cassa integrazione). Incertezza sul futuro

Con oggi, giunge al termine l’erogazione dell’indennità di mancato avviamento (in sigla ima, la cassa integrazione dei portuali) per 330 lavoratori del porto di Taranto, attualmente in carico all’Agenzia per il lavoro portuale dopo aver prestato la loro opera sino al 2015 con la compagnia Evergreen che, tramite la società Taranto Container Terminal (TCT), gestiva in concessione l’infrastruttura dedicata alla movimentazione dei container.

In questi mesi sono stati fatti vari tentativi per ampliare in via legislativa l’erogazione dell’indennità di altri 12-24 mesi, in modo da avere pronti gli investimenti delle imprese nei quali ricollocare il personale in eccedenza, ma questi tentativi non hanno sortito risultato. I tre mesi di proroga previsti dal decreto Milleproroghe finiscono oggi e per i 330 ex TCT allo stato non ci sono altri ammortizzatori sociali, né la continuità dell’ima.

“Purtroppo ad oggi -dicono i sindacati dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil- la discussione degli emendamenti relativi alla conversione in legge del Dl Lavoro alla Camera non é stata ancora calendarizzata e quindi non si hanno certezze sull’orientamento del Governo circa la prosecuzione e il rifinanziamento dello strumento di politica attiva del lavoro nonostante questa ipotesi non si sia mai negata nettamente da alcuno e sostenuta da più parti”.

“Per queste ragioni -affermano i sindacati di categoria-, pur fortemente preoccupati circa questo ulteriore ritardo nella definizione di una questione di vitale importanza per centinaia di famiglie, continueremo a monitorare, dopo la pausa istituzionale concomitante con le festività di Pasqua, l’andamento dell’iter autorizzativo della conversione del Dl Lavoro”.

“Nel contempo -continuano i sindacati di categoria- si stanno definendo ulteriori soluzioni da mettere in campo in caso di mancato inserimento nel Dl Lavoro dell’indispensabile proroga al fine di tutelare la platea di lavoratrici e lavoratori”. Le ulteriori soluzioni sono rappresentate dai corsi di riqualificazione professionali finanziati da Regione Puglia e Autorità portuale “già al centro dell’intesa recentemente sottoscritta con la task force per l’occupazione”, concludono i sindacati.

Promo