Omicidio a Bari, Lello Capriati fu condannato per l’uccisione del 16enne Michele Fazio. Fu scarcerato e accolto con fuochi d’artificio nella città vecchia. Ieri ucciso con tre colpi di pistola alla testa

È stato ferito con quattro colpi di pistola (tre alla testa e uno alla spalla), sparati quasi certamente con un solo revolver da un killer che probabilmente era a bordo di una moto Raffaele Capriati, di 39 anni, il nipote del boss di Bari vecchia ‘Tonino’ ucciso ieri sera nel rione Torre a Mare di Bari in un agguato in perfetto stile mafioso. Sul delitto indaga la squadra mobile della Questura di Bari, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, che ha compiuto perquisizioni ed ascoltato alcuni parenti della vittima.

Lello Capriati, figlio di Sabino, era stato scarcerato a fine agosto 2022 e il suo ritorno in libertà era stato accolto a Bari Vecchia da festeggiamenti, fuochi d’artificio e video sui social. Era stato condannato a 17 anni di reclusione per concorso nell’omicidio del sedicenne Michele Fazio, ucciso per errore durante una faida tra clan mafiosi rivali mentre rientrava a casa, nel cuore di Bari Vecchia, il 12 luglio 2001. Secondo l’accusa a sparare per errore al ragazzino fu Leonardo Ungredda (ucciso in un agguato nel 2003). Per il delitto furono condannati anni fa gli altri componenti del commando, Raffaele ‘Lello’ Capriati (ucciso ieri sera sera) e Francesco Annoscia, rispettivamente a 17 anni di reclusione e a 15 anni e 8 mesi di reclusione, ed un minorenne. 

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