Incidente a Modugno, la mamma di una delle vittime. “Il conducente dell’auto di quella sera appare felice sui social, lui non ha mai chiesto scusa”

“In questi mesi ho pensato tanto anche a quell’uomo di allora 29 anni che quella maledetta sera guidava l’auto e mi sono più volte chiesta perché non mi hai mai contatta, anche tramite avvocati, per chiedermi scusa o dimostrarmi il suo dispiacere per quanto è accaduto. Nulla di tutto questo, anzi, ha continuato serenamente la sua vita, pubblicando la sua felicità sui social, mancando di rispetto ai suoi amici morti e a noi familiari”. Lo scrive Anna Mideja, la mamma di Sara Grimaldi di Palo del Colle, morta a 19 anni, nell’incidente stradale avvenuto l’11 dicembre 2022, sulla statale 96 nel territorio di Modugno (Bari), assieme a Elisa Buonsante, 25 anni, e Michele Traetta, 21.

Per l’incidente la procura, con il pm Manfredi Dini Ciacci ha chiesto il rinvio a giudizio per il conducente dell’auto, contestando le aggravanti dell’eccesso di velocità. “L’unica risposta che ho trovato è che forse non ha una coscienza e non ha compreso pienamente la gravità delle sue azioni, delle conseguenze della sua imprudenza. Eppure, nel frattempo, anche tu, uomo di 29 anni con un figlio in arrivo, sei diventato genitore. Avresti dovuto comprendere cosa significa amare incondizionatamente una figlia e, per questo, essere sensibile al nostro dolore”, si legge nella missiva scritta dalla donna, rappresentata dallo studio 3A-Valore spa in collaborazione con l’avvocato Fabio Ferrara di Bari.

“Mi sono rapportata con tanti genitori che hanno perso un figlio in un incidente stradale e, in modo unanime, è emersa la grande delusione verso una giustizia italiana che risulta inadeguata dinanzi a tragedie che sconvolgono e stravolgono per sempre la vita di interi nuclei familiari, infliggendo pene lievi, insignificanti rispetto al danno prodotto”, prosegue.

Queste stragi, purtroppo, continueranno fin quando le istituzioni non comprenderanno la necessità di assumere posizioni ferme e decise, stabilendo pene severe ed esemplari! Perché consentire riduzioni di pena o patteggiamenti? Perché infliggere ulteriore dolore a chi ha già perso i propri affetti? Meritiamo giustizia”, va avanti. “Non potete riconsegnarmi la mia adorata figlia Sara, ma almeno garantitemi una giustizia che infligga una pena severa, corrispondente al dolore prodotto, che serva da deterrente perché non ci siano altre Sara, altri Michele, altre giovani vite stroncate in malo modo da driver sconsiderati. Fatelo per tanti giovani che potrebbero salvarsi”, conclude.

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