“Mercoledì chemio”, prima proiezione del docufilm sul giornalista Alessio Viola morto di mesotelioma

Un docufilm sulla figura dello scrittore e giornalista pugliese Alessio Viola, scomparso il 21 dicembre 2022 a Bari, all’età di 70 anni, un omaggio al suo coraggio nel confrontarsi con la malattia, il mesotelioma, e al suo autentico modo di comunicare l’esperienza, insieme a una riflessione sull’importanza della ricerca e della prevenzione in ambito oncologico. Martedì prossimo, giorno del compleanno di Alessio Viola, alle ore 19, nel teatro Kursaal di Bari ci sarà la prima proiezione del docufilm ‘Mercoledì chemio-l’eredità immateriale di Alessio Viola’, con la regia di Alessandro Piva, da un’idea di Domenico Galetta e con le suggestioni di Lu Ileana Sapone.

L’iniziativa è realizzata dalla Regione Puglia, dall’Ircss Giovanni Paolo II di Bari, da “Walce” -Women Against Lung Cancer in Europe, dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia e dal Teatro Pubblico Pugliese. Il film, fortemente voluto da Domenico Galetta, responsabile di Oncologia Medica Patologia Toracica dell’Ircss Giovanni Paolo II di Bari, seguito nella consulenza da Lu Ileana Sapone, moglie e collega di Viola, è stato realizzato dal regista Alessandro Piva, amico del giornalista e scrittore.

Mercoledì Chemio, titolo ispirato ad un suo post social, esplora l’eclettica vita di Alessio: militante, operaio, sindacalista, oste, poi giornalista, editorialista prima di Repubblica poi del Corriere del Mezzogiorno, scrittore (per Laterza, Rizzoli, Rivages, Palomar, Caratteri Mobili) e rugbista di Fiamma Bari negli anni 80 giocando nella C1 per dieci anni.

Un focus particolare è posto sugli ultimi anni, sulla sua onestà intellettuale nel raccontare il suo personale modo di affrontare il cancro e nel diffondere informazioni cruciali, sul rapporto con la famiglia e gli amici. Una ricognizione sul suo contributo al giornalismo e alla letteratura insieme a una panoramica sulla sua eredità culturale, su quanto Viola abbia contribuito in passato alla formazione di una generazione che abitava uno dei primi luoghi di aggregazione giovanile barese, la Taverna del Maltese. 

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