In attesa della versione spagnola un libro su Padre Pio e il Terzo Segreto di Fatima si fa spazio su Amazon

(A cura di Ilaria Solazzo) Sta per uscire anche in lingua spagnola, e promette di suscitare ancora più interesse. Il libro “Padre Pio e il Terzo Segreto di Fatima”, disponibile su Amazon, è frutto dell’esperienza diretta e toccante di un figlio spirituale del Santo di Pietrelcina. Un’opera che nasce dal cuore, dalla memoria viva, e da un legame familiare profondo con Padre Pio.

A scriverlo è infatti il figlio di Angela Musolesi Drioli, una delle figlie spirituali di Padre Pio, accolta da lui stesso nel 1955. Angela era parte della cerchia più vicina al Frate: amica di Cleonice Morcaldi, della contessa Tielfner, della sua governante Tina, della nipote Pia, dell’attore Carlo Campanini, e anche del dottor Kisvarday, direttore della Casa Sollievo della Sofferenza.

Angela ha percorso innumerevoli volte il cammino tra la Liguria e San Giovanni Rotondo, visitando la cittadina pugliese ben 58 volte tra il 1950 e il 1968. Una devozione trasmessa anche alla famiglia: sua figlia ha ricevuto la Prima Comunione dalle mani di Padre Pio il 10 maggio 1966 e ha potuto confessarsi con lui nel luglio del 1968, pochi mesi prima della sua morte.

Il libro non è solo una raccolta di memorie, ma anche una rivelazione spirituale: offre una prospettiva nuova sulla parte finale del Terzo Segreto di Fatima, collegandolo al capitolo 10 dell’Apocalisse di San Giovanni. L’autore ci guida in una riflessione sul “piccolo libro” citato nelle Sacre Scritture, che – secondo la visione spirituale ereditata da Padre Pio – potrebbe salvare la Chiesa e l’umanità.

Un ruolo centrale è attribuito al dottor Luigi Gaspari, indicato da Padre Pio come il destinatario spirituale di una missione d’amore: scrivere, ispirato dallo Spirito Santo, parole capaci di toccare i cuori. Così nasce il Quaderno d’Amore, un libretto che si propone come risposta al diluvio di dolore del mondo moderno, offrendo invece un “diluvio d’amore”, in linea con la promessa di Dio a Noè.

L’autore è il protagonista di un’intervista “esclusiva”, nella quale ha raccontato, con cuore sincero, più da vicino la sua esperienza, le ispirazioni alla base del libro e il significato profondo di questo messaggio spirituale… per chi è in cerca di fede, memoria e profezia.

Ciao Piero, e grazie per aver accettato di chiacchierare, oggi, con me. Partiamo da una figura che ha lasciato un segno profondo: Padre Pio. Che significato ha oggi per i credenti?

Cara Ilaria grazie dell’invito. Padre Pio è una presenza fortissima ancora oggi. È stata un’anima crocifissa, vicinissima a Cristo, e per questo il demonio l’ha odiato tanto. La sua vita ci ricorda, ogni singolo giorno, che la fede non è solo consolazione, ma soprattutto battaglia. Le sue stimmate, i suoi miracoli, la sua obbedienza alla Chiesa nonostante le ingiustizie… sono stati un faro per chi ha cercato la verità.

In tanti parlano della profezia di Malachia… secondo te ha un fondamento? Staremmo davvero vivendo gli ultimi tempi?

Guarda, la profezia di Malachia è affascinante e misteriosa. Parla dei Papi con motti simbolici, e secondo alcuni con Papa Francesco saremmo all’ultimo o penultimo nome. Ma più che fissarsi sulle date, è (a mio parere) importante cogliere il segnale: c’è qualcosa che si sta compiendo. La Chiesa è in travaglio, e questo ci invita alla conversione personale, più che al sensazionalismo.

E proprio Papa Francesco con il suo pontificato ha spaccato parecchio i fedeli. Tu come lo hai vissuto?

È vero, ha diviso. C’è chi lo vedeva come un riformatore, chi lo percepiva come un allontanamento dalla Tradizione. Io credo che serva sempre tanta prudenza. Il Papa è il Papa, e va rispettato sempre. Ma bisogna anche saper distinguere tra infallibilità e opinione personale. La vera unità si costruisce nella fedeltà a Cristo, non nel seguire ogni vento.

In questo contesto, alcuni parlano anche di Papa Leone XIV come figura di speranza. Tu come lo vedi?

Papa Leone XIV rappresenta, per molti, un richiamo alla purezza della fede. Il suo messaggio di pace e amore verso il prossimo è forte, ma non è buonismo: è verità vissuta. La vera carità non tradisce mai la dottrina. E oggi c’è bisogno di pastori che amino il gregge senza perdere la bussola del Vangelo.

Parliamo di liturgia. Perché secondo te la Messa in latino ha questa forza speciale contro il maligno?

Perché è un linguaggio sacro, separato dal quotidiano. Il demonio odia l’ordine, l’armonia, la bellezza che riflettono Dio. La Messa tridentina è tutta centrata su Cristo, sul sacrificio, sulla maestà divina. È come se aprisse una fenditura nel cielo, mentre troppe Messe moderne sembrano chiudere la porta al sacro.

Durante gli esorcismi che eseguiva Padre Amorth, mi è stato riferito che il demonio aveva una reazione fortissima davanti alla stola rossa con le reliquie. Perché?

Perché quella stola rappresenta l’autorità sacerdotale. E le reliquie… beh, sono frammenti viventi di chi ha vinto il male con la grazia. Il demonio non può sopportare la presenza dei santi, perché sono la prova che si può vivere per Dio e sconfiggerlo. Quando “il cornuto” vede quella stola e sente la potenza delle reliquie, fugge. È costretto a riconoscere una superiorità che non può toccare.

Mi hai detto che, lo scorso anno, un utente facebook ti ha posto una domanda molto particolare. Ti va di raccontarci?

Certamente. Sui social si parla tanto di tutto con tutti. Questo signore mi pose un quesito al quale io risposi…un sacerdote esorcista di mia fiducia Don Andrea mi ha detto che il maligno scappa quando vede la stola rossa del sacerdote del Preziosissimo Sangue di Gesù. Da qui presumo potete comprendere la domanda che mi fu rivolta.

Ultima domanda: i famosi tre giorni di buio. C’è da preoccuparsi?

Non bisogna avere paura, ma essere pronti. Tanti mistici ne hanno parlato, da Anna Maria Taigi a Teresa Neumann. Tre giorni in cui tutto sarà oscurità e solo la preghiera e le candele benedette porteranno luce. È un richiamo a purificarsi, a stare nella grazia. Non è superstizione, è un avviso d’amore: “Svegliati, anima mia”. Il male sarà sconfitto, ma serve fede vera.

Grazie di cuore, Piero. Una testimonianza davvero intensa.

Grazie a te. Ricordiamoci che non siamo mai soli. Chi cammina con Dio, anche nell’oscurità, ha già la luce dentro.

In un tempo in cui la fede sembra spesso ridursi a slogan o rituali svuotati di significato, incontrare una figura come Piero Drioli è come ritrovare una sorgente d’acqua viva nel deserto. Non parla per compiacere, non si nasconde dietro compromessi: guarda in faccia la realtà spirituale con lucidità, coraggio e un profondo amore per la verità.

Piero non è un semplice autore o un devoto qualsiasi. È una voce che si alza – con pacatezza ma fermezza – per ricordarci chi siamo e a chi apparteniamo. Le sue parole non cercano il consenso, ma la conversione. Conosce bene la Tradizione della Chiesa, ma non la usa come uno scudo ideologico: la vive, la respira, la trasmette.

Il suo ultimo libro, disponibile su Amazon, non è solo un testo da leggere, ma da meditare. In quelle pagine troverai non solo riferimenti a profezie, santi, e battaglie spirituali, ma anche una bussola per orientarti nel caos di oggi. Non offre facili soluzioni, ma verità scomode che liberano.

Acquistarlo non è solo un gesto di sostegno verso l’autore, ma un investimento spirituale. È un libro per chi cerca risposte, ma anche per chi vuole imparare a farsi le domande giuste. Un libro per chi non si accontenta di una fede superficiale, ma desidera andare in profondità.

Leggere Drioli significa accettare una sfida: quella di tornare a vivere da cristiani veri, anche (e soprattutto) quando il mondo sembra volerci distrarre da tutto ciò che conta davvero.

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