Più della metà degli italiani (55,7%) esprime una valutazione negativa sull’andamento generale dell’economia del Paese nell’ultimo anno, mentre un quinto del campione (20%) ritiene invece che non vi siano stati cambiamenti rilevanti, indicando una sostanziale stabilità. È quanto emerge dal Rapporto Italia 2025 dell’Eurispes, giunto alla 37esima edizione, che fotografa un contesto in cui le famiglie italiane fanno sempre più ricorso alla dilazione dei pagamenti: nell’ultimo anno, più della metà degli italiani (53,4%; il 31,4% una/qualche volta, il 16,5% spesso, il 5,5% sempre) si è servito della rateizzazione dei pagamenti soprattutto per l’acquisto di elettrodomestici (44,5%), di auto/moto (42,5%) e tecnologia, televisori, smartphone, tablet (42,3%).
L’uso delle piattaforme e app (es. Klarna, Scalapay, Clearpay, Paypal, Satispay, ecc.), che consentono la rateizzazione senza interessi, è ormai diffusissimo (65,3%). La necessità di contenere le uscite – rileva il rapporto – porta spesso a dover rinunciare a spese necessarie per la salute e il benessere personale: il 28,2% degli italiani ha rinunciato a cure e interventi dentistici, il 27,2% ad effettuare controlli medici periodici e di prevenzione, il 22,3% a visite specialistiche per disturbi/patologie specifiche e il 18,1% a terapie o interventi medici.
Per contenere le spese, gli italiani rinviano inoltre uno o più acquisti necessari (59,5%), rinunciano alla babysitter (54%), riducono le uscite (50,1%) e tagliano su viaggi o vacanze (50%). E molti italiani (45,3%), pur avendone necessità, hanno dovuto fare a meno dell’aiuto di una badante. Non manca chi ha rimandato lavori o ristrutturazioni in casa (38,2%) o ha deciso di pagare in nero alcuni servizi come ripetizioni, riparazioni, assistenza domestica, medici, ecc. (37,5%) e poco meno (37,2%) sono quanti hanno invece rinunciato ad altre forme di aiuto domestico, come il personale per le pulizie o il giardiniere.Guardando al prossimo futuro, nel 36,7% dei casi gli italiani ritengono che la situazione economica italiana peggiorerà nei prossimi dodici mesi, mentre il 30,9% la vede stabile e il 9,5% prevede un miglioramento. Sul piano individuale, il 42% dichiara che la propria situazione è “rimasta sostanzialmente invariata”; il 37,3% la ritiene migliorata e il 12,6% peggiorata.
L’indagine mostra anche segnali di pessimismo nei confronti di una nuova crisi economica globale, temuta dal 67,6% degli italiani, mentre sette su dieci (69,5%) temono gli eventi climatici estremi e il 57,8%, teme il verificarsi di terremoti.
Lo scoppio della Terza Guerra Mondiale è paventato dal 46,1% dei cittadini e il 45%, teme una nuova pandemia. Teme il fallimento economico-finanziario dello Stato italiano, come accaduto in passato alla Grecia, il 44,4% degli italiani, mentre un prelievo fiscale straordinario per salvare l’economia nazionale è temuto nel 45,2% dei casi.

