“Serve un patto sociale di buon senso. L’Italia vive oggi un importante contrasto fra la presenza scientifica e industriale nei settori la cui crescita è più promettente, energia e spazio, e la deindustrializzazione del settore che rappresenta la spina dorsale dell’industria nazionale, il siderurgico; dove, una maggior attenzione verso l’energia solare prodotta dallo spazio potrebbe risolvere il problema energetico e ambientale in modo strutturale nel breve periodo”. Lo afferma Cosimo Lucaselli Responsabile dei rapporti con il Parlamento di Federcontribuenti, riguardo l’ex Ilva di Taranto.
“La mancanza di un dialogo sociale, e l’assenza dell’applicazione di progetti e metodologie ‘già esistenti’ che rendono ecosostenibile il siderurgico di Taranto rischia di mettere nella povertà più assoluta circa 10.000 lavoratori e le rispettive famiglie. Un impianto -prosegue Lucaselli- che non si è mai adeguato con i tempi tecnologici che la scienza a messo a disposizione negli anni”. Ai ministri competenti e alla Presidenza del Consiglio, che ha avocato a sé la gestione delle politiche dello spazio, “chiediamo l’apertura di un tavolo urgente per definire una strategia nazionale e le adeguate linee di investimento per l’energia e lo spazio che veda in particolare al centro gli investimenti per la riconversione industriale del territorio della Puglia (in particolare di Taranto e Brindisi) per le sue aziende siderurgiche e aerospaziali”, conclude la nota.

