Ne parleranno, tutti insieme, venerdì 6 giugno, alle ore 17,30 nella Sala dei Convegni dei Cappuccini di Triggiano. Ma che è successo?
Avviene che la ARIF (Agenzia Regionale per l’Innovazione e lo Sviluppo delle Risorse Agricole e Forestali) entri, inaspettata, inattesa, inopinata, nella proprietà privata degli agricoltori, dei contadini, dei piccoli proprietari terrieri, per estirpare ed eradicare ulivi, alberi da frutta e vigneti, sospettati di essere infetti e irrimediabili.
Quale è l’agente patogeno? La famosissima Xfp (Xylella fastidiosa subsp Pauca) che è stata individuata come causa del disseccamento degli oliveti (a partire dal Salento, Puglia, Italia) definito CODIRO (COmplesso del DIsseccamento Rapido degli Olivi) fin dall’ottobre 2013 (Zona di Gallipoli).
L’eradicazione interessa non solo l’albero infetto ma ogni pianta entro il cerchio di rispetto di raggio 50 mt da questo; prima il raggio era di 100 mt!
Non è, questo, sfacelo del territorio e disperazione dei proprietari?
Eppure, un decennio di indagini e ricerca, se, da un lato, non ha condotto, stranamente, ad una terapia d’urto per debellare l’agente patogeno; dall’altra, ha rilevato, inaspettatamente, che, nelle zone cosiddette di “contenimento e cuscinetto”, la presenza del patogeno si colloca nell’intervallo (0,06 – 0,70)%.
Il che non giustifica, ovviamente, l’eradicazione totale del verde nel cerchio di rispetto. Inoltre, nella maggior parte degli alberi campionati, quelli con specifichi sintomi da CODIRO, l’elemento patogeno non è stato rilevato.
Il Consiglio Direttivo dell’Unione Europea 2000/29 ha stabilito rigidi vincoli per procedere alla eradicazione. Tuttavia, appare che la Regione Puglia abbia proceduto alla eradicazione (Risoluzione 2023/2013) senza tenerne in debito conto. Si è scelto, curiosamente, la drastica soluzione di eradicare assumendo, come presupposto, la contingente non disponibilità di efficaci metodi di contrasto.
Come si fa a non capire che devastare il territorio non significa debellare il patogeno?
Intanto, si è saputo che sintomi di CODIRO sono stati accertati ben prima del 2013; intanto si è saputo che, oggi, molti olivi, infetti da patologia da CODIRO e dati per irrecuperabili, sono in via della attesa “guarigione”; intanto si è
saputo che ben il 97% degli alberi con gravi sintomi di CODIRO risultano PCR- negativi alla Xylella fastidiosa: cioè non si è trovato l’elemento patogeno accusato, la Xylella.
Ciò fa intendere che la patologia CODIRO non è causata dall’elemento patogenoXfp ma è l’effetto di cause concomitanti: non un focolaio epidemico, ma, piuttosto un focolaio sindemico, effetto di diverse patologie biotiche e abiotiche, anche di origine antropica. Il suggerimento, quindi, è adottare, per combattere l’essiccamento un approccio olistico e multidisciplinare. Infatti, sembra chiaro che altri patogeni, ben noti, hanno contribuito al CODIRO. Ad esempio, Rogna, Occhio di Pavone, Verticillosi, Nematodi, Piombatura, Lebbra, Marciume radicale, Cercosporiosi. Ma non sono le sole cause concorrenti. Bisogna tener conto del quadro sistemico dove assumono importanza condizioni ambientali critiche come la salinizzazione, la desertificazione, l’inquinamento, la carenza di sostanza organica e della biodiversità; e, anche la p erdita di manodopera specializzata e la gestione scorretta degli oliveti e dei terreni.
Tutto a danno dell’ecosistema.
Agricoltori, Contadini, piccoli Proprietari terrieri, disperati, si riuniscono per questo: per chiedere
• L’immediato blocco di tutte le esecuzioni di eradicazione in corso;
• Il drastico cambio di strategie di contrasto al CODIRO;
• Il ripristino del diritto di proprietà;
• La attenta, esaustiva e preventiva informativa;
• La istituzione di un Centro di Ricerca olistico e multidisciplinare.
In sostanza, la fine di un regime feudale.

