Dopo una rissa scoppiata in uno stabilimento balneare di Porto Cesareo, in provincia di Lecce, che ha provocato panico e pericoli tra i numerosi presenti e tre feriti di cui due con prognosi di 15 giorni, il questore del capoluogo salentino Giampietro Lionetti ha disposto la sospensione della somministrazione di cibi e bevande per sette giorni a partire dalle 19.
Il fatto risale al 1° maggio durante un evento musicale non autorizzato, che ha richiamato centinaia di partecipanti. I titolari e gli addetti al servizio di controllo, che sono stati anche diffidati, non hanno avvisato le forze dell’ordine, allertate, invece, da un avventore.
I carabinieri, titolari delle indagini, hanno ricostruito i fatti e identificato i tre responsabili che sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. La proposta di sospensione, formulata dai militari, ha dato origine inoltre al procedimento amministrativo che la Divisione della Questura di Lecce ha avviato, al fine di emettere un provvedimento di sospensione dell’attività, finalizzata all’impedimento di situazioni pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica. Al termine dell’istruttoria, svoltasi con il contraddittorio dei proprietari del lido, è stato emesso un provvedimento, notificato dalla Polizia di Stato , che consente l’esercizio dell’attività di stabilimento fino alle 19, ma sospende la somministrazione di alimenti e bevande da quell’ora per la durata di 7 giorni.
“L’auspicio -sottolinea la Questura- è che questo provvedimento sia da monito a tutte le attività economiche enumerate nell’articolo 86 Tulps”. Si tratta di locali in cui viene esercitata l’attività di somministrazione di alimenti e bevande eventualmente anche in forma congiunta all’organizzazione di pubblici spettacoli e trattenimenti, gli alberghi e le altre strutture ricettive e para-ricettive, le sale pubbliche per biliardi o altri giochi leciti, gli stabilimenti balneari, le imprese che producono, importano, distribuiscono, gestiscono o installano gli apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per giochi leciti, gli esercizi di vicinato che, ormai in piena stagione estiva, sono impegnate con un maggior numero di avventori che, spesso, abusano di sostanze alcoliche e stupefacenti assumendo comportamenti illegali e turbando l’ordine e la sicurezza pubblica.
Oltre al rispetto delle leggi e regolamenti nell’organizzazione di un evento e nella gestione di un locale, vi è un altro importante obbligo, che ricade sia sui proprietari/gestori della struttura, sia sugli addetti ai servizi di controllo, spesso alle dipendenze di Istituti di Vigilanza, impiegati, che è quello della cooperazione attiva, cioè allertare, senza indugio, le forze dell’ordine nel momento in cui si dovesse verificare un fatto-reato e contenere quest’ultimo fino al loro arrivo. Nel caso specifico, questo non è avvenuto nonostante la gravità del fatto. Per tale ragione, i sei addetti ai servizi saranno diffidati e segnalati alla Prefettura nel cui elenco sono iscritti, ai fini delle valutazioni di competenza che possono comportate la sospensione o la revoca dell’autorizzazione a svolgere quel compito. Infine, in merito agli autori del reato di rissa, è al vaglio delle forze di polizia l’eventuale emissione di misure di prevenzione personale.

