Iran e il resto del mondo
I popoli non vogliono le guerre. Sono i loro governi che li trascinano dentro con ogni forma di inganno!
Israele sta bombardando l’Iran, ponendo le premesse per l’inizio della Terza guerra mondiale a cui è seguito un più pesante intervento americano.
Il bombardamento degli Stati Uniti in Iran è ingiustificato, pretestuoso e finalizzato all’imperialismo e al soddisfacimento di logiche economiche perverse, tramate dalle fabbriche delle armi e dai soggetti che nutrono interessi energetici mondiali.
Alla base dell’attacco del 21 giugno 2025 c’è l’accusa, non dimostrata, che l’Iran starebbe costruendo la bomba atomica.
Israele, con l’appoggio degli Stati Uniti di Trump, sostiene che l’Iran voglia munirsi di quella bomba, ma la società internazionale di controllo AIEA smentisce questa tesi.
Ricordiamo sempre che gli Stati Uniti non dimostrarono mai che Saddam avesse armi di distruzione di massa.
Piuttosto è stato dimostrato, in seguito, che gli USA mentivano e che distrussero l’Iraq su false accuse, come probabilmente stanno facendo adesso rivolgendole all’Iran.
Perché gli Stati mondiali non confutano questa folle tesi e non si adoperano per scardinare l’insano inganno? Vogliono proprio consentire la Terza guerra mondiale? Con quale coraggio?
Gli Stati Uniti di Bush mentirono spudoratamente per distruggere l’Iraq. Nessuno glielo impedì. Riusciranno a mentire sfacciatamente anche per distruggere l’Iran?
Trump ha ordinato all’Iran di rinunciare al processo di arricchimento dell’uranio, che è alla base di sviluppi nucleari sia civili che militari.
Nell’ipotesi infondata che Trump avesse ragione nell’ipotizzare finalità belliche dell’Iran, secondo quale principio di equità, solo a lui noto, l’Iran non potrebbe avere l’atomica mentre la Francia, l’India, la Russia, il Pakistan e gli USA, tra gli altri, sì?
Nessuno Stato è giustificato nel munirsi della bomba atomica. Tantomeno Usa e Russia, che hanno la forza economica e bellica per distruggere l’intera Terra. Come si permettono i loro governi di minare il nostro Pianeta con tali ordigni e tante scorie?
Questo progetto infernale andrebbe debellato da un mondo normale, se non fosse perverso quale è diventata questa sfortunata Terra.
L’economia della guerra
L’indice Euro Stoxx 50 è cresciuto del 62% negli ultimi 5 anni, accumulando un netto guadagno in Borsa. Rappresenta una selezione di ’30 titoli pesanti’, prevalentemente banche.
Molte Banche d’affari (che non hanno niente a che fare con gli Istituti di credito Retail – rivolti alla clientela) investono nella produzione di armi. Questi ultimi, con i venditori di armamenti, introitano ricavi proporzionali al sangue versato dalla gente ammazzata nelle guerre che loro spingono a seminare per aumentare quello sporco lucroso commercio. Vedremo, a breve, milioni di dollari incassati dalle banche che finanziano quelle industrie.
Non c’è solo l’industria bellica, ma anche “l’Affair Petrolio” iraniano, tra gli snodi degli Stati mediorientali, a far sbavare gli oligarchi occidentali. È denaro lurido e infame quello che macchia di rosso i corpi straziati dalla guerra.
Tutti i governi vogliono la pace, ma poi corrono al riarmo! “Fate come dico, non fate come faccio”, sembra che ripetano i loro araldi, come se la pace passasse per la guerra.
Trump dichiarò, all’atto del suo insediamento alla Casa Bianca, che avrebbe fatto terminare la guerra in Ucraina in 24 ore. Non ha mai rispettato la promessa. Invece, ha bombardato l’Iran.
Anche chi non è uno stratega militare difficilmente potrà vedere un progetto benefico in queste bombe che hanno fatto saltare in aria tre centri nucleari iraniani.
Bisognerebbe essere creduloni per ritenere che non ci siano diffuse radiazioni nella zona, anche se avessero usato delle bombe Green, ecologiche!
Questi governi, demolitori dell’ambiente, sono anche quelli che rompono le scatole agli automobilisti con le automobili elettriche, il cui apporto inquinante non è confrontabile con i milioni di megatoni sviluppati da queste esplosioni.
E gli ambientalisti dell’automotive, perché non condannano le Guerre inquinanti? Evidentemente ci sono ambiti e interessi mondiali che non si possono toccare, neanche in nome dell’ambiente.
Gli USA, con questo attacco ‘scriteriato’, hanno liberato le mani ‘delIranti’ dei Pasdaran, motivati a seminare vendetta nel mondo occidentale. Non ci chiediamo chi lo ha voluto, ma se c’è ancora qualcuno che non vuole questo disordine mondiale, al fine di sovvertire l’attuale con un Nuovo Ordine.
Ognuno dà la colpa all’altro delle proprie re-azioni. Sembra che tutte le azioni di apparente contrasto, tra le opposte forze militari in gioco, alla fine si rivelino sinergiche al sovvertimento di tutti i princìpi di buon senso, considerati finora.
Per collegare i diversi passaggi precedenti e gli antefatti avvenuti nei 30/40 anni passati, basti citare il famoso discorso di Rockefeller a Davos nel 1994 quando disse, in sintesi, che “la popolazione umana dovrebbe essere dimezzata, ammontando a un massimo di 2 miliardi di persone, a fronte delle problematiche intrinseche derivanti dalla sovrappopolazione mondiale”. Dopo trent’anni da quel discorso, la mannaia che lui auspicava vorrà tagliare oltre due terzi dell’Umanità!
IRAN, terra di grandi tradizioni
Situato nell’Asia occidentale, è una delle civiltà più antiche del mondo. Dai deserti infuocati alle montagne imbiancate, passando per città storiche come Isfahan e Shiraz, l’Iran è una meta che unisce cultura, spiritualità e bellezza naturale.
Conta ~88 milioni di abitanti su una superficie di ~1.648.000 km². La lingua ufficiale è il Persiano (farsi). Con capitale Teheran, batte moneta Rial iraniano (IRR)
Culla dell’Impero persiano, l’Iran vanta oltre 2.500 anni di storia, con siti archeologici come Persepoli e figure iconiche come i poeti Hafez e Rumi.
Dal deserto di Lut alle montagne innevate dell’Alborz, il paese offre paesaggi mozzafiato e una biodiversità sorprendente.
Nella cultura persiana si celebra da 3.000 anni il Nowruz (Capodanno persiano), si coltiva la musica tradizionale, la calligrafia e la poesia come parti integranti della vita quotidiana.
Piatti inconfondibili, dal forte sapore speziato e piccante, sono il chelo kebab, il ghormeh sabzi e il fesenjan, spesso accompagnati da riso allo zafferano e dolci tipici.
L’arte e l’economia iraniane sono costellate dai tappeti persiani, per cui l’Iran è anche rinomato, oltre che per la ceramica, l’oreficeria e le arti tradizionali.
L’Iran è una terra di storia millenaria, ospitalità calorosa e paesaggi diversificati: una perla nel cuore del Medio Oriente.
Dal Mondo, focalizziamo sull’Italia
Chiediamo a Nicola Iacobbe, osservatore di questioni internazionali e responsabile per la Regione Puglia del Partito Italexit, come si colloca l’Italia nell’attuale scenario estero.
Del discorso di Trump dopo il raid sull’Iran mi hanno impressionato gli aggettivi. Ha parlato di armi “magnifiche” e di operazione “spettacolare”. Magnifico, spettacolare…come se le bombe facessero parte di uno show o di un videogame. È tutto molto spaventoso.
L’Italia è in una situazione di instabilità. È governata da un centrodestra incapace di opporsi alle guerre con la sua politica incostituzionale al riarmo di ispirazione Comunitaria Europea, a cui si contrappone un centrosinistra che, dopo aver inneggiato per due anni a una ‘santa guerra difensiva’ in Ucraina, adesso racconta la favoletta della pace ‘a senso alternato’.
In questo scenario apocalittico c’è un nuovo partito italiano che sta crescendo sul concetto di Neutralità dello Stato e di Sovranità della persona e dello Stato che deve rappresentarlo dignitosamente.
È Italexit per l’Italia.
Proprio per difenderci da questi attacchi alla pace, questo partito ha indetto una raccolta firme per sostenere una legge di iniziativa popolare a favore della neutralità dell’Italia e della sua uscita dalla UE, per rivendicare la sovranità nazionale. https://italexitperlitalia.it/iniziative/L1-L2-regioni/.
I cittadini possono firmare le due iniziative popolari di legge presso gli uffici comunali dei capoluoghi di provincia.
Per avanzare efficacemente quest’azione popolare, i nostri esperti giuridici hanno individuato la modifica degli articoli 11, 75, 117 e 138 della Costituzione in tema di neutralità, di referendum e di sovranità dello Stato, per consentire la modifica di quelli che riguardano i trattati internazionali.
Ringraziando Nicola Iacobbe per averci confidato il suo pensiero, in conclusione, citiamo la famosa frase pronunciata da Albert Einstein alla fine della Seconda Guerra Mondiale:
“Non so con quali armi si combatterà la Terza guerra mondiale, ma so che la Quarta si disputerà con le pietre e con i bastoni”.
A buon intenditor, poche parole.

