Il “Piano Strategico Nazionale per le aree interne” è stato compilato recentemente da “esperti” (che -immaginiamo- siano tra i migliori in circolazione e quindi I meglio pagati che si possa immaginare) per rispondere alla questione spopolamento.
Le conclusioni decretano che alcune estese aree italiane (nelle quali secondo le loro elaborazioni statistiche non vi sono le condizioni minime per un rilancio) vanno accompagnate alla fine. Riportiamo testualmente: Un numero non trascurabile di Aree interne si trova già con una struttura demografica compromessa (popolazione di piccole dimensioni, in forte declino, con accentuato squilibrio nel rapporto tra vecchie e nuove generazioni) oltre che con basse prospettive di sviluppo economico e deboli condizioni di attrattività. Queste Aree non possono porsi alcun obiettivo di inversione di tendenza ma non possono nemmeno essere abbandonate a sé stesse. Hanno bisogno di un piano mirato che le possa assistere in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento in modo da renderlo socialmente dignitoso per chi ancora vi abita.
All’eutanasia individuale per quelli definiti dai medici malati terminali aggiungiamo l’eutanasia economica, sociale, collettiva di intere comunità decretata dal governo di turno. Una bestemmia senza appello! Cioè gli “esperti” senza porsi dubbi alzano bandiera bianca e confessano di non sapere cosa fare e quindi decretano la eutanasia per un numero potenzialmente elevato di comunità marginali; comunicato mentre i Palazzi delle Istituzioni sono provvisoriamente occupati dai patrioti che, pur vergognandosene un po’, sarebbero identitari e sovranisti.
Alcune domande affollano la mente: A) ma quelli dei centri in via di spopolamento sono o no italiani come gli altri? B) dopo aver utilizzato quei cittadini per arricchire i ricchi per i quali hanno lasciato le loro Terre adesso ne decretiamo la scomparsa per sempre? C) quelle aree oltre a non aver beneficiato delle attenzioni del Centro Amministrativo nazionale (pur essendo chiamate al loro dovere fiscale come se beneficiassero dei benefici della spesa pubblica elargiti a Milano e Roma) adesso devono essere “ringraziate” in questo modo? con la eutanasia? D) Quei cittadini cui è stato imposto in modo soft l’espatrio per porsi al servizio altrui (chi non ricorda le tante Marcinelle???) adesso si vedranno espropriare anche la memoria? E) Che interesse ha l’Italia a disfarsi di importanti pezzi del suo territorio ormai ritenuti inutili se non per installarci qualche impianto energetico “green”? F) Da chi è dettata questa teoria del genocidio economico e sociale soft se non dall’efficientismo grandindustriale? G) Molte di queste aree che sono divenute “italiane” a seguito delle imprese belliche risorgimentali -e quindi riottose a tali destini- adesso le buttiamo a mare? È evidente che esistono italiani di serie “A” mentre altri sono di altre e remote serie cui accederanno presto anche quelli che ancora credono nella imparzialità, terzietà, incorruttibilità delle Istituzioni. H) le “deboli condizioni di attrattività” citate nel testo come concausa decisiva dello spopolamento non è anche una fiscalità degna di aree con grande spesa pubblica mentre qui non esiste ALCUNA spesa pubblica ma uguale fiscalità?
La verità è che l’odierno pensiero di governo è dettato alle sinistre -per interesse- come anche alle destre -per inconsistenza- dalle imprese multinazionali e finanziarie che non sono “civili” o almeno di ispirazione cristiana ma sono devote ai dettami della efficienza a tutti i costi nella quale ispirazione non c’è posto per vecchi borghi fuori dal tempo. Al contrario quei borghi sono il luogo ideale per le pmi NON tecnologiche e creative e per l’autoimpiego…che però non vengono contemplate dai radar delle statistiche ufficiali. Quindi non esistono.
Quindi se la politica non ha un pensiero, è cioè acefala;… se le Istituzioni sono comandate dagli interessi delle finanziarie e delle multinazionali e non dalle idee,… avremo che la gente non andrà a votare mentre mezza Italia verrà accusata di inutilità e quindi avviata all’abbandono. Dopo essere stata svuotata di persone e soldi.
Che fa la classe dirigente locale? Chiede pietosamente l’apertura di una stazione ferroviaria dismessa, o una dell’alta velocità,…per aggrapparsi ad un improbabile turismo naturista; è cioè anch’essa correa inconsapevolmente.
È inutile dire che non sarà così semplice ed economico gestire aree disabitate: questi deserti artificiali del prossimo futuro che destino avranno?
L’ignoranza e l’interesse non hanno diritto a governare e se lo fanno come accade orami da tempo, combinano guai cui non si sa come rimediare.
Solo la vox populi può ancora fare qualcosa.

