Nave con amianto in porto a Taranto, ma resta l’alt ai lavori

La nave Drea ha terminato le manovre di ormeggio alla calata 4 del porto di Taranto. Manovre avviate questa mattina quando l’unità si é mossa dal golfo di Taranto. Quella della nave, un traghetto appartenuto alla flotta Moby ed ora acquistato dalla società di Messina Med Fuel dell’armatore Davide Prestopino, é solo una sosta tecnica autorizzata dalla Capitaneria di porto per motivi di sicurezza.

Sebbene avesse già contattato la società Ecologica del gruppo Miccolis per la rimozione dell’amianto a bordo, l’armatore non potrà far effettuare questo lavoro a Taranto, motivo per il quale l’unità nei giorni scorsi si era spostata da Crotone. C’é infatti il divieto dell’Autorità portuale del Mar Ionio -competente ad esprimersi essendo stata chiesta una banchina pubblica- e del Comune di Taranto.

“L’armatore si sta attivando per cercare un porto dove andare -dichiara il comandante della Capitaneria, Leonardo Deri- lo so per certo perché mi ha mandato una lista di porti che hanno contattato e dai quali hanno avuto risposta negativa. Tra questi, i bacini di Genova, che é il cantiere con delle aree di riparazione navale. Da Genova é però arrivato il diniego in quanto i bacini in questo periodo hanno navi che rientrano dall’attività estiva ed hanno delle manutenzioni da fare. La Drea andrà all’estero? Vedremo. Spero che ci sia qualche cantiere italiano che possa fare queste lavorazioni”.

“La nave ha zero equipaggio -afferma il comandante della Capitaneria- a bordo non c’é nessuno. La Drea é senza propulsione, é una scatola vuota che viene trainata da un rimorchiatore che ieri era però in difficoltà poiché le previsioni indicavano probabilmente un rinforzo del vento. E per questa situazione e soprattutto per prevenire l’insorgere di problemi, che abbiamo autorizzato una sosta temporanea di emergenza e di sicurezza in porto”. Prima di arrivare a Taranto, la Drea aveva tentato l’approdo a Crotone ma senza risultato.

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