La flottiglia a destinazione

A tutt’ora sembra che le forze armate israeliane abbiano letto i nostri articoli e si siano convinti della inutilità di usare le armi. Gli attivisti vengono fermati per poi rimandarli a casa. Forse per l’interessamento discreto se non segreto del nostro governo che ha pattuito con le autorità israeliane questo esito; forse per l’attenzione mediatica mondiale su questo evento che ha indotto per una soluzione incruenta; forse per provare a sostenere una immagine e una verginità israeliana ormai perse…o forse per tutte queste ragioni variamente miscelate, certo è che non si è sparato. Certo, avrebbero fatto meglio a farli sbarcare e offrire loro un buon caffè per poi imbarcarli su un volo speciale con tutti gli onori, ma l’idea di difendere la inviolabilità di quello specchio di mare come fosse loro li ha traditi e la loro immagine -pur senza spargimento di sangue- non si è salvata, nè lavata.

Al contrario il successo degli equipaggi della flottiglia è stato mondiale.

Probabilmente favorito involontariamente dal lavorìo nascosto dei nostri diplomatici che non possono non aver trattato con gli israeliani mettendo enfasi sulla necessità di migliorare l’immagine di Israele (inducendoli a dimostrare che anche loro cercano di fare qualcosa per i civili palestinesi come sostengono, ma come non sembra sia vero). In questo senso la recente proposta di pace Trump Netanyau -che non sembra (da quel poco che è trapelato) poter trovare entusiasmo nel campo avverso- appare più un diversivo sollecitato dalla Meloni per l’opinione pubblica internazionale (ormai tutta a favore della flottiglia) che non una base di trattativa.

Già la trattativa… dobbiamo dire che siamo pessimisti anche se il Medio Oriente è retto da regole speciali molto diverse da quelle nostre e quindi può andare in tutti i modi. Se più volte le basi del Diritto internazionale più elementare non sono state rispettate, chi potrà garantire che dopo due minuti o due giorni o due mesi dalla firma di qualunque Trattato le parti lo rispetteranno? Le tecnologie permettono di colpire in modo indistinguibile il nemico cominciando dai suoi capi rispettando formalmente il Trattato che si andrà a firmare; e questo lo sanno tutti! I territori occupati incluso il mare saranno liberati? Certamente no, e quindi che razza di pace sarebbe?

Quando si pensa di poter violare il Diritto Internazionale perché non c’è un esercito o polizia internazionale super partes che ti invade e ti costringe al suo rispetto si dimentica che esiste una reazione della comunità internazionale che non si fida più di quello che ha violato il diritto…escludendolo così da ogni collaborazione.

Quindi la guerra continuerà fino alla consunzione delle immense risorse economiche, umane, tecnologiche dei contendenti cioè fino alla distruzione dell’avversario…e non possiamo credere che i violatori del diritto non lo sapessero…ecco perché anche i Papi hanno parlato di terza guerra mondiale che ormai è iniziata e continuerà ineluttabilmente.

Noi dobbiamo analizzare i sintomi con i quali cerchiamo di capire se può esistere una exit strategy che sembra impossibile avendo troncato ogni possibilità di marcia indietro…come anche in Ucraina. “Ubi societas ubi Jus” dicevano i latini per significare che quando si forma una società questa sarà regolata necessariamente da un diritto; ma , diciamo noi, è vero anche l’inverso: se non c’è un diritto spontaneamente condiviso e rispettato non può esserci convivenza ma solo suicidio collettivo: che è quello che sta accadendo.

Le piazze si riempiono spontaneamente pur essendo tarda sera testimoniando che esiste anche la opinione pubblica che ormai riconosce e si indigna di ogni violazione del diritto; opinione pubblica che già ha -da tempo- i nervi scoperti per i numerosissimi governi ostili ai loro popoli e quindi illegittimi in democrazia; cittadini governati che sono ormai stanchi e offesi dallo straripare delle lobby multinazionali nelle Istituzioni.

Quindi: incolumità salva degli attivisti, ridimensionamento dei belligeranti, probabilmente grazie al governo italiano. Rilancio della piazza spontanea e quindi non esclusivamente di sinistra ma convertita alla difesa del Diritto umanitario, internazionale e democratico.

Forse è l’inizio di una nuova benefica fase.

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